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Venerdì, 14 Giugno 2024
Dopo il blitz / Casteltermini

L'inchiesta sul clan Vaccaro di Campofranco, ricorso al Riesame per il castelterminese arrestato

Al centro dell’indagine alcuni episodi di estorsione a danno di imprese che si occupavano di lavori di rifacimento di opere pubbliche a Campofranco e a Milena. Ma tra le vittime ci sarebbero anche dei commercianti

Anche il castelterminese Vincenzo Spoto, di 66 anni, si è rivolto al Riesame impugnando - così come alcuni degli altri 8 arrestati - la misura cautelare siglata dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Spoto è difeso dagli avvocati Antonio Impellizzeri, Giuseppe Scozzari, Carmelo Amoroso e Giuseppe Bongiorno.  

Estorsioni, droga e armi: colpo al clan Vaccaro di Campofranco che faceva affari anche nell’Agrigentino

Lo scorso 23 maggio, 7 persone finirono in carcere e 2 ai domiciliari con le accuse, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso e dalla disponibilità di armi, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Gli indagati, in gran parte presunti appartenenti alla famiglia Vaccaro di Campofranco, si sarebbero adoperati per la riorganizzazione del clan attraverso il reperimento di armi e la costituzione di una cassa comune con i proventi illeciti delle estorsioni e dello spaccio di sostanze stupefacenti. Al centro dell’indagine alcuni episodi di estorsione a danno di imprese che si occupavano di lavori di rifacimento di opere pubbliche a Campofranco e a Milena. Ma tra le vittime ci sarebbero anche dei commercianti.

Gli arrestati - emerse dall'inchiesta - avrebbero avuto anche rapporti con soggetti della provincia di Agrigento.

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