Dirigente Utc accusato di favorire imprese vicine alla mafia, processo è "salvo"

Cambiano i giudici del collegio ma la difesa del geometra Vincenzo Manzone dà il consenso a utilizzare tutti gli atti già acquisiti

Dieci anni dopo i fatti, il processo rischia l’azzeramento ma i difensori danno il consenso a utilizzare gli atti acquisiti nel fascicolo del dibattimento. Il procedimento è quello a carico del geometra Vincenzo Manzone, 76 anni, ex dirigente dell’Utc di Castrofilippo, imputato di turbativa d’asta aggravata perché avrebbe favorito l’illegittima assegnazione di tre appalti a imprese vicine ai boss. Il dibattimento, già arrivato agli sgoccioli con l’audizione dei testi dell’accusa, è ripartito davanti ai giudici della prima sezione penale presieduta da Alfonso Malato.

La difesa dell’imputato, affidata agli avvocati Antonino e Vincenza Gaziano, ha dato il consenso a utilizzare gli atti e il dibattimento proseguirà senza la necessità di risentire tutti i testi. Di recente, dopo un lungo silenzio, era stato “rispolverato” anche il pentito Maurizio Di Gati che è stato ascoltato al processo. 

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