Sabato, 20 Luglio 2024
Mafia Favara

Carambola fra auto con morto, pm chiede 3 anni per omicidio stradale

La vittima si chiamava Emanuele Sicilia e aveva 72 anni, la difesa di Giovanni Nobile: "Dinamica dell'incidente è stata diversa"

Tre anni di reclusione per l’accusa di omicidio stradale. Il pubblico ministero Antonella Carrozzieri non ha dubbi: il favarese Giovanni Nobile, 55 anni, correva a folle velocità con la sua Alfa 159 e avrebbe provocato l’impatto in cui furono coinvolte tre auto e restò ucciso il pensionato favarese Emanuele Sicilia, 72 anni. L’incidente mortale è avvenuto in pieno giorno il 31 maggio del 2012 in contrada Petrusa e vide coinvolte tre auto: una Fiat Uno, una Alfa Romeo 159 e una Peugeot 306. Ad avere la peggio è stato il conducente della Peugeot, trasferito in ambulanza in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio e deceduto poco dopo l’arrivo.

Feriti in maniera lieve anche gli altri due automobilisti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Agrigento e Favara. Le indagini ipotizzarono una responsabilità da parte di Nobile che guidava l’Alfa 159 e a bordo della quale si trovava il figlio. La ricostruzione formulata dalla Procura, con testimonianze e grazie a una consulenza tecnica, è abbastanza articolata. In sostanza la Fiat Uno, che si trovava davanti a tutte, sarebbe stata costretta a fermarsi per il passaggio di una pecora. Dietro la Peugeot 306 guidata da Sicilia, viaggiando a velocità moderata anche se all’interno è stato accertato tenesse delle lastre metalliche e dei sacchi di cemento, si fermò senza problemi.

La terza vettura – la Alfa 159 – sarebbe arrivata da dietro a velocità eccessiva, circa 140 chilometri orari, e avrebbe tamponato l’auto guidata dal pensionato che riportò gravi traumi e morì poco dopo essere arrivato in ospedale. “Non ci sono dubbi sul fatto che corresse – ha detto il pm durante la sua requisitoria – e l’impatto è avvenuto proprio per la velocità spropositata. La vettura del pensionato ha arrestato la corsa senza problemi proprio perché procedeva a velocità moderata. La consulenza tecnica ci dimostra che l’auto di Nobile procedeva a 140 chilometri, una velocità che non è consentita in nessuna strada dal nostro codice”. 

Di parere opposto i difensori dell’imputato, gli avvocati Salvatore Maurizio Buggea e Angelo Mangione, che hanno replicato alla consulenza di parte della Procura con una relazione dell’ingegnere Nicolò Vassallo secondo cui la ricostruzione della dinamica è del tutto diversa. 

Il giudice Rosanna Croce ha rinviato l’udienza al 26 marzo per le repliche e la sentenza. 
 

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