"Non ci sono esigenze cautelari", si decide in Cassazione l'arresto di Middioni

La difesa sollecita l'annullamento del provvedimento restrittivo deciso dalla Corte di appello e confermato dal tribunale del riesame

Angelo Gioacchino Middioni

"Non ci sono esigenze cautelari". La difesa torna a chiedere la scarcerazione di Gioacchino Angelo Middioni, 43 anni, tornato in carcere lo scorso 16 giugno dopo che la Corte d’appello di Palermo – ribaltando la sentenza di assoluzione di primo grado – lo aveva condannato a 12 anni di reclusione per l'accusa di associazione mafiosa.

Condannato a 12 anni per mafia, arrestato il cugino del boss Falsone

I difensori, gli avvocati Angela Porcello e Giovanni Castronovo, hanno chiesto alla Cassazione di annullare l'ordinanza del tribunale del riesame che, a sua volta, confermava l'arresto deciso dalla Corte di appello dopo la condanna. 

Arrestato dopo la condanna, Middioni resta in cella

Middioni, cugino del boss Giuseppe Falsone, accusato dai collaboratori di giustizia Maurizio Di Gati e Giuseppe Sardino, è stato condannato perché sarebbe stato un affiliato alla “famiglia” mafiosa di Campobello. I giudici della Corte di appello, tuttavia, hanno escluso che avesse avuto ruoli direttivi.  

Questa mattina c’è stata l’udienza davanti alla Suprema Corte e nelle prossime ore si conoscerà l’esito.

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