Mafia, inchiesta "Vultur": dirigente della Mobile spiega le intercettazioni

Il commissario Vincenzo Di Piazza ha deposto per oltre quattro ore nell'aula bunker, fissate quattro date per la conclusione

Rosario Meli

Oltre quattro ore per spiegare qual è stata l’attività investigativa che ha portato all’identificazione degli imputati e dei loro interlocutori attraverso l’esame delle intercettazioni. Il commissario della squadra mobile Vincenzo Di Piazza, vice dirigente dell’ufficio, ha spiegato a lungo in aula alcuni dettagli dell’indagine.

Il processo è quello scaturito dall’operazione Vultur che ha fatto luce su alcune dinamiche mafiose a Camastra e Canicattì. Gli imputati sono quattro. Nella lista: Rosario Meli, 70 anni, di Camastra; il figlio Vincenzo Meli, 48 anni; Calogero Piombo, 67 anni, di Camastra; e Calogero Di Caro, 72 anni, di Canicattì. Le accuse ipotizzate sono di associazione mafiosa ed estorsione. Il personaggio principale è Rosario Meli, detto “u puparu”, figura di spicco della mafia anche in passato, al quale si contesta di essere stato il capo della famiglia mafiosa di Camastra e di avere avuto un ruolo anche nella campagna elettorale che, nel giugno del 2013, portò all’elezione del sindaco Angelo Cascià. Per questo, infatti, il Comune è stato sciolto dal consiglio dei ministri per infiltrazioni della criminalità organizzata e lo stesso Cascià, che non risulta sia stato mai indagato, ha presentato ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del provvedimento del governo. 

Ieri mattina, nell’aula bunker del carcere Petrusa, è stato ascoltato Di Piazza che ha dato diverse risposte circa le modalità di identificazione degli imputati e dei loro interlocutori. Questo perché la difesa (nel collegio, fra gli altri, gli avvocati Giuseppe Barba, Angela Porcello, Santo Lucia, Giovanni Castronovo e Lillo Fiorello) ritiene che siano stati commessi alcuni errori. Il commissario, nella maggior parte dei casi, ha risposto che la voce veniva identificata la prima volta e poi si riconosceva nelle conversazioni successive. Il tema delle intercettazioni continua a restare decisivo perché i difensori hanno chiesto una nuova perizia di trascrizione in quanto risulterebbe una divergenza fra quanto scritto nel brogliaccio della squadra mobile e la successiva perizia eseguita nel dibattimento. Si torna in aula il 30 ottobre. L’istruttoria prevede anche l’audizione di un teste della difesa in videoconferenza dalla Germania.

Il collegio di giudici presieduto da Luisa Turco con a latere Enzo Ricotta e Rosanna Croce ha calendarizzato una serie di udienze per la requisitoria del pm e le arringhe di parti civili e difesa. Il processo si celebrerà il 7, 14, 21 e 28 novembre. 
 

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