"Condizioni di salute compatibili col carcere", niente domiciliari per il boss Meli

Lo ha stabilito il tribunale del riesame confermando la decisione della Corte di appello

Rosario Meli

No dal tribunale del riesame alla scarcerazione di Rosario Meli, personaggio principale dell’inchiesta “Vultur”, presunto boss di Camastra, già condannato per mafia in passato, al quale in primo grado sono stati inflitti 17 anni e 6 mesi di reclusione.

I giudici del tribunale della libertà, ai quali si sono rivolti i difensori, gli avvocati Santo Lucia e Raffaele Bonsignore, hanno confermato la decisione della Corte di appello davanti alla quale Meli è sotto processo. “Le condizioni di salute dell’imputato, già affetto da altre patologie, non sono compatibili con il regime carcerario soprattutto in una struttura come Voghera dove c’è già stato un caso di contagio al Coronavirus fra i detenuti”.

Con queste motivazioni i legali avevano chiesto la scarcerazione e, in particolare, avevano sollecitato gli arresti domiciliari, al limite con l’applicazione del braccialetto elettronico. Il processo, intanto, è approdato in appello dove è stata disposta una riapertura dell’istruttoria per ascoltare anche alcune presunte vittime del racket.

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