Mercoledì, 16 Giugno 2021
Mafia

Il racket mafioso dei funerali, sorveglianza speciale per boss e cassiere della cosca

I giudici applicano la misura di prevenzione a Rosario Meli e Calogero Piombo. Rigetto della richiesta per Giuseppe Meli, niente revoca delle licenze per alcuni familiari fra cui la figlia del 73enne

Il giorno dell'arresto di Rosario Meli

Quattro anni di sorveglianza speciale per il boss Rosario Meli, 73 anni, condannato 5 mesi fa dalla Corte di appello a 17 anni e 6 mesi di reclusione nell'ambito dell'operazione antimafia "Vultur" e 3 anni a Calogero Piombo, 70 anni, presunto cassiere della cosca di Camastra di cui Meli sarebbe stato a capo, al quale, nello stesso processo, sono stati inflitti 13 anni e 6 mesi.

Sono le principali decisioni dei giudici della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, presieduta da Raffaele Malizia, che hanno emesso il provvedimento per alcuni degli imputati dell'inchiesta "Vultur" e i rispettivi familiari. L'inchiesta, fra le altre cose, avrebbe accertato un giro di estorsioni ai danni dei titolari di un'agenzia di onoranze funebri.

I giudici, al contrario, hanno ritenuto che Giuseppe Meli, 49 anni, figlio di Rosario - coinvolto marginalmente nella stessa inchiesta e finito a processo, peraltro assolto, per accuse di detenzione e ricettazione di armi - non fosse socialmente pericoloso. La richiesta di applicazione della sorveglianza speciale, proposta nei suoi confronti dalla Questura di Agrigento, è stata, quindi, rigettata.

Nei confronti dello stesso Piombo, della moglie e della moglie di Rosario Meli sono stati applicati i provvedimenti che prevedono il divieto di rilascio di licenze legate al commercio. Analoga richiesta rigettata per Giuseppe Meli, la sorella Rita (insegnante, ritenuta lontana dal contesto del padre, secondo i giudici, anche alla luce del suo trasferimento al Nord Italia, da molto anni), il figlio di Piombo e la compagna di Giuseppe Meli. 

Le richieste nei confronti degli imputati del processo "Vultur" e dei rispettivi familiari (difesi dagli avvocati Laura Lo Presti, Masssimiliano Bellini e Santo Lucia) erano state formalizzate nel maggio del 2018. 

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