Mafia Camastra

Comune sciolto per mafia, sindaco e vicesindaco di Camastra potranno candidarsi

La Corte di appello rigetta la richiesta del ministero dell'Interno e conferma il decreto di primo grado

L'ex sindaco di Camastra, Angelo Cascià, e l'ex vice sindaco Vincenzo Urso potranno ricandidarsi nonostante il Comune da loro amministrato sia stato sciolto per infiltrazioni mafiose dal consiglio dei ministri in seguito agli sviluppi dell'inchiesta "Vultur".

Lo ha stabilito la Corte di appello di Palermo, respingendo il ricorso proposto dal ministero dell'Interno e confermando il decreto, emesso in primo grado dal tribunale di Agrigento nell'aprile dell'anno scorso. Il consiglio dei ministri, nella seduta del 10 aprile del 2018, al termine di un'ampia istruttoria, ha deliberato lo scioglimento del Comune.

Il ministero dell'Interno, allora, propose, con un separato provvedimento dinanzi al tribunale civile di Agrigento, la sanzione della incandidabilità nei confronti di Cascià e Urso che, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino, Massimiliano Valenza e Mario La Loggia, si sono costituiti in giudizio, contestando la richiesta. I giudici del tribunale di Agrigento prima e quelli della Corte di appello ora hanno, invece, respinto la richiesta. 

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