"Detenzione illegale di armi", nuova assoluzione per Giuseppe Meli

Il figlio del boss di Camastra era stato accusato di avere nascosto una pistola nell'abitazione di una parente

Giuseppe Meli

Il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Fulvia Veneziano, ha assolto Giuseppe Meli, 48 anni, di Camastra, dall'accusa di detenzione illegale di armi. Il processo scaturisce dalle pieghe dell’inchiesta antimafia “Vultur” in cui, nei mesi scorsi, sono stati condannati il padre Rosario Meli (17 anni e 6 mesi di carcere) e il fratello Vincenzo (14 anni e 6 mesi) e lui stesso era indagato prima dell’archiviazione. Caduta l’accusa di associazione mafiosa era rimasta in piedi quella legata al possesso di un’arma.

Ricettazione, assoluzione per Giuseppe Meli

Durante le indagini della Squadra Mobile, dopo alcune intercettazioni fatte dagli investigatori, sono scattate delle perquisizioni. E in casa di una parente dell'indagato è stata trovata una pistola calibro 7,65, delle fondine e delle munizioni. Secondo gli inquirenti sarebbe stato Giuseppe Meli a nasconderle là. Questo perché, nel corso di alcune intercettazioni, l’indagato – secondo gli inquirenti parlando in codice – diceva che aveva portato là alcuni “documenti”. 

La difesa, rappresentata dall'avvocato Santo Lucia, ha provato che l'imputato - durante l'intercettazione telefonica - stava parlando realmente di alcuni documenti di lavoro: in particolare di un funerale che doveva organizzare, visto che la famiglia Meli gestiva un’agenzia di onoranze funebri. La vicenda è stata al centro di due processi, conclusi entrambi con l’assoluzione. Lo scorso settembre il giudice Rosanna Croce l’ha assolto dall’accusa di ricettazione delle armi, nelle scorse ore è arrivato il verdetto che lo scagiona dall’accusa legata al possesso illegale per la quale Giuseppe Meli è stato a lungo detenuto. 
 

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