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Da sinistra l'avvocato Pennica e Tuzzolino

Da sinistra l'avvocato Pennica e Tuzzolino

"False accuse al suo ex legale", il finto pentito Tuzzolino cambia ancora difensore

L'architetto ex collaboratore di giustizia è imputato di calunnia nei confronti dell'avvocato Salvatore Pennica

L'ex collaboratore di giustizia Giuseppe Tuzzolino, sconfessato da una serie di inchieste che lo hanno bollato come "falso pentito" venendo, poi, arrestato e condannato per calunnia ed estromesso dal programma di protezione, cambia difensore e il processo in cui è accusato di essersi inventato brogli commessi dal suo primo legale, l'avvocato Salvatore Pennica, viene rinviato.

Tuzzolino, che in questo processo ha cambiato numerosi difensori, si è rivolto all'avvocato Giuseppe Arnone che ha chiesto, alla luce del recente incarico e della necessità di visionare meglio gli atti, di differire l'udienza. Si torna in aula il 29 dicembre per sentire lo stesso architetto. Tuzzolino è imputato, davanti al giudice monocratico del tribunale di Palermo, di calunnia nei confronti del suo ex legale, il noto penalista Salvatore Pennica.

L'architetto lo avrebbe accusato falsamente di avere custodito su suo incarico, nel 2013, supporti informatici contenenti rivelazioni "scottanti". Pennica, che si è costituito parte civile ed è assistito dall'avvocato Francesco Mirabile, si vide arrivare la squadra mobile e la Dda nelle sue abitazioni e nel suo studio a caccia dei supporti informatici mai trovati perchè, sostiene l'accusa, neppure esistevano. Ma fu solo l'inizio della mancata carriera di collaboratore di giustizia di Tuzzolino che, negli anni successivi, portò la Dda di Palermo a New York, in un lussuoso albergo, a caccia di un fantomatico hard disk contenente, addirittura, foto recentissime di Matteo Messina Denaro.

Tuzzolino, sette anni fa, fu sottoposto a fermo, insieme ad altre decine di persone nell'ambito di un'indagine che ipotizzava una complessa truffa nel rilascio delle licenze edilizie a Palma. In seguito ammise le sue responsabilità e fece consistenti rivelazioni che tiravano in ballo altre persone. Per l'architetto fu un crescendo di rivelazioni su personaggi illustri della politica e delle istituzioni che lo portò a testimoniare persino al processo a carico dell'ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo.

Un fiume in piena di accuse che tiravano in ballo il clan Casamonica, Matteo Messina Denaro e la banda della Magliana. Nell'agosto del 2017 la clamorosa battuta di arresto con l'arresto per calunnia ai danni dell'ex procuratore di Agrigento Ignazio De Francisci che sarebbe stato corrotto - secondo la sua versione, sconfessata con tanto di condanna - con un rolex per raccomandare una giovane laureata che doveva sostenere l'esame di avvocato.

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