"Boss e nipote presi con un arsenale in casa", giudici revocano gli arresti dopo oltre un anno e mezzo

Antonio e Gerlando Massimino sono finiti in carcere nel febbraio dell'anno scorso dopo che i carabinieri gli hanno trovato delle armi

Il boss Antonio Massimino

La misura cautelare, dopo un anno e otto mesi dall'arresto, è cessata. I giudici della terza sezione della Corte di appello di Palermo, presieduta da Antonio Napoli, ai quali si è rivolto il difensore, l'avvocato Salvatore Pennica, hanno preso atto della circostanza che i termini massimi di custodia sono scaduti e hanno revocato i provvedimenti restrittivi nei confronti del boss Antonio Massimino, 52 anni, e del nipote ventiseienne Gerlando.

Antonio Massimino, condannato a 7 anni e 4 mesi dai giudici del tribunale di Agrigento, per il ritrovamento di un vero e proprio arsenale nei pressi di casa, resta in carcere, al 41 bis, a Sassari, nell'ambito dell'inchiesta "Kerkent" che ha delineato il suo rinnovato ruolo di capomafia di Agrigento, che avrebbe riconquistato dopo avere scontato la seconda condanna. Il nipote, invece, che si trovava ai domiciliari col braccialetto elettronico, da circa un anno, torna libero.

Massimino e il nipote sono stati bloccati dai carabinieri dopo avere visionato le immagini della telecamera, puntata sull’abitazione del capomafia, nei pressi del Villaggio Mosè, nell’ambito di un altro procedimento di cui non si sa ancora nulla ma che potrebbe essere collegato a un'indagine di droga. 

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