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Le armi e le munizioni sequestrate a Massimino, nel riquadro

Le armi e le munizioni sequestrate a Massimino, nel riquadro

Boss e nipote presi con arsenale in casa, via libera all'acquisizione del dvd

I giudici della Corte di appello avevano deciso di sentire un maresciallo dei carabinieri per fare chiarezza sull'episodio

Ci sono differenze fra il video acquisito agli atti del processo e quello originario: i giudici della Corte di appello di Palermo, che avevano ritenuto necessario sentire due carabinieri come testimoni, proprio per riferire sulla questione, ne dispongono l'acquisizione. 

La Corte presieduta da Antonio Napoli, aveva riaperto l'istruttoria per fare luce sulle circostanze che hanno portato all'arresto del boss Antonio Massimino, 52 anni, sorpreso il 5 febbraio del 2018 insieme al nipote Gerlando, dopo avere occultato un arsenale davanti all’ingresso della casa di campagna del capomafia, nei pressi del Villaggio Mosè.

In primo grado, il 23 gennaio dell'anno scorso, il collegio di giudici del tribunale di Agrigento, presieduto da Alfonso Malato, ha condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione il boss. Quattro anni, 5 mesi e 10 giorni, invece, sono stati inflitti al ventottenne. La difesa, affidata all'avvocato Salvatore Pennica, nell'appello, insiste su un punto: quel video, girato con una telecamera nascosta collocata nell'ambito di un'altra indagine, tuttora riservata, non poteva essere utilizzato e vi sarebbero pure delle differenze di immagini fra il video acquisito agli atti del procedimento nella fase cautelare e quello agli atti del dibattimento. 

La Corte, dopo avere sentito in aula il maresciallo Nicola Moretto, ne ha deciso l'acquisizione. La questione dell'eventuale utilizzabilità sarà valutata in un secondo momento. Si torna in aula il 26 maggio. 

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