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Da sinistra, Francesco Fragapane e Giuseppe Quaranta

Da sinistra, Francesco Fragapane e Giuseppe Quaranta

Le intercettazioni, Fragapane a Quaranta: "Non devi camminare più"

L'ordine del trentasettenne sarebbe stato fatto trapelare dal carcere di Sulmona dove era recluso

“I calabresi hanno mandato 600 euro … per la famiglia di Francesco (Fragapane)… Non sono arrivati … Se li è messo in tasca lui”. E’ il 13 giugno del 2014 quando viene intercettata la conversazione – finita agli atti dell’inchiesta antimafia “Montagna” – fra Calogerino Giambrone e Giuseppe Luciano Spoto. Giambrone aveva appreso da esponenti criminali calabresi che questi avevano consegnato 600 euro a Giuseppe Quaranta per la “famiglia” di Fragapane. Denaro, però, mai arrivato a destinazione. Spoto, dunque - seguendo la ricostruzione fatta dai carabinieri del reparto Operativo, coordinati dal tenente colonnello Rodrigo Micucci – faceva presente a Giambrone la necessità di far giungere, in carcere, la notizia a Fragapane: “Gli si deve dire a Francesco (Fragapane) … però senza biglietto … se glielo possono dire a colloquio non lo so … non è uno che sa…”.

L’anziano, durante l’intercettazione, avrebbe anche ipotizzato di potersi avvalere di un altro detenuto collocato nella stessa casa circondariale di Sulmona. Il 26 luglio del 2014, i tre presunti esponenti del mandamento “Montagna”: Giuseppe Luciano Spoto, Calogerino Giambrone e Giuseppe Nugara sono stati intercettati – secondo quanto è riportato nell’ordinanza firmata dal Gip del tribunale di Palermo – mentre parlavano dell’ordine, fatto trapelare dal carcere di Sulmona, di Francesco Fragapane. Ordine secondo il quale Giuseppe Quaranta non avrebbe più dovuto occuparsi delle questioni relative alla famiglia Fragapane.

Giuseppe Nugara raccontava, stando alle intercettazioni, che a Giuseppe Quaranta sarebbe stato detto: “…vedi che … è arrivata la notizia che tu … per la famiglia .. non devi camminare completamente più”. Sempre Nugara avrebbe riferito – secondo quanto risulta dall’inchiesta - di aver appreso la notizia da Luigi Pullara, 54 anni, di Favara e Angelo Di Giovanni, 46 anni, di Favara (anche loro destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere ndr.). E Luigi Pullara – ricostruiscono investigatori e inquirenti – avrebbe precisato di aver informato direttamente Quaranta. Nugara: “Lui gliel’ha detto … Luigi glielo ha detto a quello … ancora … lui diceva .. diceva … mi stanno facendo tragedie … lui pensa questo”.

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