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Martedì, 28 Giugno 2022
Mafia Santa Elisabetta

Decapitato il vertice di Cosa Nostra e cancellato il nuovo mandamento "Montagna"

L'inchiesta che oggi ha portato all'esecuzione di una raffica di ordinanze di custodia cautelare prende il via con il ritorno in libertà di Francesco Fragapane, figlio dello storico esponente mafioso della provincia

"Montagna" non è soltanto il nome del blitz antimafia realizzato dai carabinieri del reparto Operativo del comando provinciale di Agrigento. L'operazione prende il nome, piuttosto, dal "mandamento" di Santa Elisabetta, nel quale rientrano i centri di Raffadali, Aragona, Sant'Angelo Muxaro e San Biagio Platani. E il mandamento "Montagna" ha anche assorbito - secondo quanto è stato ricostruito nell'ambito dell'inchiesta dei carabinieri del reparto Operativo e dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo - quello che, un tempo, veniva indicato come il mandamento di Santo Stefano di Quisquina. Sotto l'influenza di Santa Elisabetta, dunque, oltre alla stessa Santo Stefano Quisquina, rientrano anche i centri montani di Bivona, Alessandria della Rocca, Cammarata e San Giovanni Gemini.

L'inchiesta che oggi ha portato all'esecuzione di una raffica di ordinanze di custodia cautelare prende il via, nel 2013, con il ritorno in libertà di Francesco Fragapane, figlio dello storico esponente mafioso della provincia Agrigentina. Con l'operazione antimafia di oggi sono stati disarticolati i mandamenti di Santa Elisabetta e Sciacca e sedici "famiglie" mafiose della provincia.  

Arrestato Francesco Fragapane

Era il 14 luglio del 2002 quando - durante l'operazione "Cupola" - veniva interrotto il summit mafioso nelle campagne di Santa Margherita Belice e veniva arrestato Stefano Fragapane, figlio dell'ergastolano Salvatore. Dopo quell'arresto, la reggenza del mandamento di Santa Elisabetta - è stato ricostruito da carabinieri e Dda - passava al fratello Francesco Fragapane fino al 10 maggio del 2006 quando anche quest'ultimo veniva arrestato nell’ambito dell’operazione denominata “Sikania”. 

Ben 76 gli indagati, ecco i territori dell'inchiesta 

Il 10 novembre del 2012, dopo aver scontato la condanna a sei anni di reclusione per associazione mafiosa, Francesco Fragapane, sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, è rientrato a Santa Elisabetta. 

"Gli elementi investigativi acquisiti portano a ritenere che, con la rimessione in libertà di Francesco Fragapane - scrivono investigatori e inquirenti - e la sua presenza a Santa Elisabetta veniva ricostituito lo storico assetto del “mandamento” di Santa Elisabetta. E dalle intercettazioni è emerso che tale nuovo mandamento viene definito dagli stessi indagati il mandamento della “montagna”.

Ecco i nomi di tutti gli arrestati 

Gli investigatori si sono concentrati anche su Giuseppe Quaranta. E determinanti sarebbero state le intercettazioni che permisero di delinerare il nuovo assetto dell’ormai ex mandamento di Santa Elisabetta che, per una connotazione prettamente geografica e data la sua vastità territoriale, viene denominato dagli indagati della “montagna”. 

L’indagine così iniziata si è poi diramata su direzioni diverse consentendo così di acquisire gravi indizi circa la composizione dei mandamenti di Sciacca e Canicattì, della “famiglia” di Favara, delle famiglie della provincia Palermitana dell’area corleonese di Palazzo Adriano e Chiusa Sclafani, nonché di quelle delle Madonie con il mandamento di San Mauro Castelverde, della provincia Nissena divisa tra la “famiglia” di Campofranco e quella di San Cataldo, di quella di Enna della provincia di Ragusa con gli esponenti della “famiglia” di Comiso.

Colpiti mandamenti e "famiglie", 56 arresti 

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