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Il colonnello Luigi Bruno, capo della Dia di Agrigento

Il colonnello Luigi Bruno, capo della Dia di Agrigento

Il bilancio della Dia: "Nel 2013 confiscati oltre 2 miliardi tra Palermo, Trapani e Agrigento"

Gli investigatori, affiancati dai magistrati della Dda di Palermo e dalle varie autorità giudiziarie presenti nelle città, hanno lavorato "aggredendo" i patrimoni accumulati illecitamente dalla mafia

Le confische ammontano a 2 miliari e 220 milioni di euro, mentre i sequestri si aggirano ai 170 milioni. Sono questi i "numeri" raggiunti nel corso del 2013 dal Centro operativo di Palermo della Direzione investigativa antimafia, che comprende anche le sezioni di Agrigento e Trapani.

Gli investigatori, affiancati dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo e dalle varie autorità giudiziarie presenti nelle città, hanno lavorato "aggredendo" i patrimoni accumulati illecitamente dalla mafia. Nel corso dell’anno sono state, inoltre, arrestate 11 persone, accusate di far parte di "Cosa nostra".

Arresti, sequestri, confische, ma non solo: gli uomini della Dia hanno lavorato per controllare e monitorare le infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici. Di concerto con le prefetture delle province di Palermo, Agrigento e Trapani, infatti, hanno controllato 264 appalti, nonché controllato diversi cantieri, attraverso i cosiddetti "accessi". 

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