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Martedì, 23 Aprile 2024
Mafia Palma di Montechiaro

Associazione mafiosa, sequestrati villa con piscina e conti correnti a Nicola Ribisi

Secondo le accuse formulate nel settembre del 2009, il quarantaduenne, condannato in via definitiva a 5 anni e 4 mesi, avrebbe avuto un ruolo predominante nella riorganizzazione di Cosa Nostra a Palma di Montechiaro

Una villa abusiva residenziale con piscina edificata a Piano Daino a Palma di Montechiaro, 7 rapporti bancari-finanziari e una minicar per un valore complessivo di circa 750 mila euro. E’ questo l’ammontare del maxi sequestro finalizzato alla confisca a carico del 42enne palmese Nicola Ribisi, eseguito dalla Divisione polizia anticrimine - sezione misure patrimoniali - su proposta del questore di Agrigento Rosa Maria Iraci e disposto dal Tribunale di Palermo - sezione misure di prevenzione - presieduto da Raffaele Malizia. 

Maxi sequestro a Nicola Ribisi, la vila abusiva con piscina

Ribisi era stato arrestato, dalla Squadra Mobile, il 18 settembre del 2009 in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip del tribunale di Palermo su richiesta della Dda, a seguito del quale il palmese venne condannato in via definitiva a 5 anni e 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa. Secondo le accuse, Ribisi sarebbe stato incaricato di riorganizzare Cosa Nostra a Palma di Montechiaro come emerso dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e dalle risultanze delle indagini nell’ambito delle operazioni denominate “Oro Bianco” del 13 gennaio 2021 e “Xydi” del 2 febbraio 2021 che hanno colpito numerosi soggetti ritenuti appartenenti a Cosa Nostra agrigentina."L'indagine sui flussi economici - indispensabile per arrivare ad una misura di prevenzione patrimoniale - ha riguardato il nucleo familiare e sono stati presi in esame circa 15 anni, dal 2005 al 2020. La divisione Anticrimine ha evidenziato la sproporzione fra i redditi dichiarati e le spese accertate, in particolare - ricostruisce la Questura - quelle per edificare abusivamente, su terreno agricolo di contrada Daino, una lussuosa villa vista mare a due elevazioni per complessivi 252 metri quadrati, accessoriata con patio e piscina di 60 metr quadrati, assicurata dal Ribisi - scrive la Questura - per calamità d'incendio per un controvalore di 750mila euro e utilizzata dallo stesso come abitazione estiva. All’ingresso spadroneggiano, in tipico stile hollywoodiano, alcune sculture in pietra raffiguranti dei leoni”.

LE VIDEOINTERVISTE. Il questore: "Una risposta ad un territorio martoriato dalla mafia"

Il Tribunale di Palermo ha pienamente accolto - hanno spiegato durante la conferenza stampa svolta in Questura, il questore Rosa Maria Iraci e il primo dirigente Daniele De Girolamo - la richiesta di sequestro avanzata dal questore e la contestuale richiesta di applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.

Lo stesso Tribunale ha fissato per il 7 aprile la discussione della proposta di applicazione della misura di prevenzione personale oltre che della confisca dei beni sequestrati, trattandosi di una fase intermedia cautelare e quindi con carattere di provvisorietà. In ogni caso l’intero provvedimento non diverrà definitivo in quanto appellabile.

Il sequestro della lussuosa villa di Nicola Ribisi, le immagini dell'Anticrimine

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