Mercoledì, 17 Luglio 2024
Due ordinanze cautelari / Sciacca

Associazione mafiosa e corruzione: ecco le accuse e i nomi dei 7 arrestati

A carico di Domenico Friscia l'accusa di "aver promosso, diretto e organizzato la famiglia di Sciacca, impartendo direttive, presiedendo riunioni e incontri con gli altri associati e gestendo le relative attività  e affari illeciti, assicurando il collegamento con le altre articolazioni territoriali di Cosa Nostra"

Associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, usura, corruzione e illecita concorrenza aggravate dalla finalità di agevolare Cosa Nostra, scambio elettorale politico-mafioso e traffico illecito di rifiuti. Queste, a vario titolo, le accuse ipotizzate dalla Dda a carico dei 7 arrestati dalla guardia di finanza che hanno eseguito due diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal gip del tribunale di Palermo, Fabio Pilato, su richiesta della Dda.

Estorsioni, illecita concorrenza ed usura per condizionare gli appalti pubblici, scatta il blitz: 7 arresti

L'inchiesta che coinvolge l'ex responsabile della Protezione civile 

Custodia cautelare in carcere per Giuseppe Marciante di 36 anni e per l'ex responsabile della Protezione civile per la provincia di Agrigento Maurizio Costa di 64 anni. Costa e Marciante sono indiziati di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e associazione di tipo mafioso "perché quale dirigente della protezione civile regionale per la provincia di Agrigento, e quindi pubblico ufficiale, attraverso il compimento di atti contrari ai doveri di ufficio, assicurava all'imprenditore Marciante", titolare di una società di costruzioni, "lo stabile asservimento delle sue funzioni, facendogli ottenere l'affidamento diretto (o il subentro in luogo delle società aggiudicatarie) di lavori pubblici, ricevendo quale controprestazione indebite utilità consistite nella gratuita esecuzione di lavori edili e di giardinaggio e/o di altra tipologia presso un immobile di Sciacca nella sua disponibilità". "Lavori - viene spiegato nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere - eseguiti direttamente da Marciante o da altri imprenditori pagati da quest'ultimo". Costa - stando all'atto di accusa siglata dal gip - avrebbe garantito a Marciante l'affidamento di più lavori. I reati sarebbero stati commessi a Sciacca - stando sempre alle accuse - fino al marzo 2023. 

All'ex responsabile della Protezione civile Maurizio Costa è stata contestata anche la falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. "Perché quale dirigente della protezione civile regionale per la provincia di Agrigento e quale Rup della procedura di gara, indetta dal dipartimento di protezione civile regionale, avente ad oggetto i lavori di realizzazione dell'hub vaccinale di Sciacca attestava - scrive il gip Fabio Pilato -  falsamente, nel verbale di somma urgenza, il possesso della Soa Og1 della società di costruzione rivelatasi falsa. Sciacca 13 aprile 2021 

IL VIDEO - "Ha agevolato un imprenditore mafioso che gli ha fatto lavori gratis in casa": arrestato anche un pubblico ufficiale

L'inchiesta sulla famiglia mafiosa di Sciacca

Custodia cautelare in carcere per Domenico Friscia di 61 anni, Domenico Maniscalco di 59 anni, Giuseppe Marciante di 36 anni, Michele Russo di 45 anni ai quali è stata contestata l'associazione per delinquere di stampo mafioso: "Per avere fatto parte dell'associazione Cosa Nostra, dunque avvalendosi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e omertà che ne deriva, per commettere delitti e acquisire in modo diretto e indiretto la gestione o il controllo di attività economiche, di concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici", scrive il gip.

A carico di Domenico Friscia l'accusa di "aver promosso, diretto e organizzato la famiglia mafiosa di Sciacca, impartendo direttive, presiedendo riunioni e incontri con gli altri associati e gestendo le relative attività  e affari illeciti, assicurando il collegamento con le altre articolazioni territoriali di Cosa Nostra".  

Agli arresti domiciliari sono stati posti invece, stando all'ordinanza siglata dal gip Fabio Pilato, Rosario Catanzaro, 55 anni, e Vittorio Di Natale di 49 anni. Quest'ultimo era candidato al consiglio comunale nelle ultime amministrative per il rinnovo dei vertici istituzioni del Municipio di Sciacca. 

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