Boss preso con un arsenale insieme al nipote, l'inchiesta approda al riesame

La difesa chiede l'annullamento dell'arresto di Antonio e Gerlando Massimino, finiti in carcere dopo un'operazione dei carabinieri

Le armi e le munizioni sequestrate, nel riquadro Antonio Massimino

L’inchiesta a carico di Antonio Massimino, 50 anni, tornato libero solo da un paio di anni dopo avere scontato la seconda condanna per mafia rimediata nell'operazione "San Calogero", e del nipote Gerlando, 26 anni, arrestati il 6 febbraio dopo che i carabinieri hanno trovato un piccolo arsenale nella villa del boss, approda al tribunale del riesame. L’udienza è fissata per mercoledì.

"Nascondevano penne-pistola e una 7,65", arrestati il boss Massimino e il nipote

I giudici dovranno pronunciarsi sulla richiesta di annullamento dell’ordinanza cautelare presentata dal difensore, l’avvocato Salvatore Pennica. Il loro arresto era scattato al termine di un’operazione dalle origini datate, visto che dagli atti emerge che l’abitazione nei pressi del Villaggio Mosè dove abitava Massimino era controllata a distanza con una telecamera da tre mesi. 

Il boss e il nipote fanno scena muta dal gip

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