Lunedì, 17 Maggio 2021
Mafia

Sentenza per la sorella del boss: Anna Messina condannata a 6 anni

La donna ha scelto il rito abbreviato. Il fratello Gerlandino è stato invece rinviato a giudizio con processo ordinario che si celebrerà ad Agrigento davanti al Tribunale presieduto da Giuseppe Melisenda Giambertoni

Sono sei gli anni di reclusione inflitti ad Anna Messina, sorella del boss Gerlandino, entrambi processati dal Gup del Tribunale di Palermo, Riccardo Ricciardi.

Alla donna che, assistita dall’avvocato Salvatore Pennica, ha scelto il rito abbreviato, il Gup ha inflitto sei anni di reclusione mentre per il fratello, Gerlandino Messina è stato disposto il rinvio a giudizio con processo ordinario che si celebrerà ad Agrigento davanti al Tribunale presieduto da Giuseppe Melisenda Giambertoni.

Per Anna Messina l'accusa iniziale di concorso esterno in associazione mafiosa, confermata dal Gip e dal Tribunale dei Riesame, è stata "riqualificata" in quella di concorso esterno in associazione mafiosa attraverso il favoreggiamento reale aggravato dall'aver agevolato Cosa nostra con l’esclusione del comma che riguarda il reimpiego dei soldi provenienti da illecito.

La pena è stata quantificata tenendo conto della scelta del rito abbreviato che consente di avere uno "sconto" pari ad un terzo della pena complessiva. Secondo l’accusa, avrebbe favorito le comunicazioni del fratello, con messaggi e pizzini verso l’esterno.

Per Gerlandino Messina, che ha scelto il rito ordinario, è arrivato, peraltro prevedibile, il rinvio a giudizio. A lui i Pm contestano anche il ruolo di capo di Cosa nostra provinciale, dal giorno della cattura di Giuseppe Falsone, del giugno 2010, sino all’arresto dell’empedoclino, nell'ottobre successivo,

nonchè il reato di "installazione di apparecchiature atte a intercettare" aggravate dall’articolo 7 dato che nel covo di Favara, dove è stato catturato, è stata trovata apparecchiatura idonea a ricevere il segnale delle Forze dell’ordine.

Il Pubblico ministero della Dda di Palermo, Rita Fulantelli, aveva concluso la sua requisitoria chiedendo dieci anni di carcere per Anna Messina e il rinvio a giudizio per il fratello.

Stralciata, invece, la posizione di tre imprenditori ritenuti i prestanome di Messina, ossia gli empedoclini Angelo Cardella, 41 anni, Francesco e Salvatore Salemi, padre e figlio di 58 e 34 anni.

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