rotate-mobile
Domenica, 23 Giugno 2024
Il verdetto

Condannato a 14 anni Andrea Bonafede: “Prestò l’identità a Matteo Messina Denaro”

Sentenza del gup di Palermo nei confronti del geometra di Campobello di Mazara, accusato di associazione mafiosa e concorso in falso. In un’altro processo la procura ha invece chiesto 15 anni per la cugina Laura

Quattordici anni di carcere per Andrea Bonafede, geometra di Campobello di Mazara che ha prestato la propria identità al boss Matteo Messina Denaro. Si tratta della quinta persona, ritenuta vicina al padrino, ad essere stata condannata Lo ha deciso il gup del tribunale di Palermo al termine del processo in cui Bonafede era imputato di associazione mafiosa e concorso in falso. A rappresentare la pubblica accusa erano i pm Gianluca De Leo e Piero Padova. Il verdetto arriva nella stessa giornata in cui la procura palermitana, in un processo differente, ha chiesto al condanna a 15 anni di carcere per la cugina del geometra, Laura Bonafede, amante del capomafia arrestato il 16 gennaio del 2023 in una clinica privata del capoluogo siciliano.

DOSSIER - Messina Denaro ai festini con medici, politici ed escort? Cosa si è scoperto dopo le indagini del Ros

Andrea Bonafede è nipote dello storico boss Leonardo che porta lo stesso cognome. I carabinieri del Ros, che vennero a sapere della malattia che costringeva Matteo Messina Denaro ad avvalersi di specifiche terapie antitumorali, appurarono che le cure per il cancro sarebbero state prescritte dai medici proprio a nome del geometra di Campobello di Mazara. Messina Denaro, infatti falsificava i documenti d’identità grazie al prestanome oggi condannato. Bonafede venne arrestato pochi giorni dopo la cattura del boss. Venne inoltre accertato che l'ultimo appartamento in cui il capomafia viveva a Campobello, così come l'auto che usava per spostarsi, erano beni acquistati utilizzando sempre i documenti falsi che riportavano il nome di Andrea Bonafede. 

Rosticceria, tatuaggi e le infinite identità per passare inosservato: la latitanza tranquilla di Messina Denaro

Inoltre, durante le indagini, sarebbe stato inoltre accertato che il geometra era un uomo “a disposizione” dal capomafia già parecchio tempo prima del suo arresto. E c’era anche stato un altro prestanome, l’architetto Massimo Gentile, che servì a Messina Denaro per acquistare una macchina circa 10 anni fa. Lo stesso veicolo, alcuni anni dopo, venne poi intestato alla madre di Bonafede: era il 2017. Quest’ultimo particolare dimostrerebbe, secondo le indagini, che il rapporto tra Bonafede e Messina Denaro esisteva da diversi anni. Ed ancora: la prima casa in cui Matteo Messina Denaro ha vissuto era stata affittata proprio a nome di Andrea Bonafede già nel 2007.

"Hanno aiutato Messina Denaro durante la latitanza", l'architetto e il radiologo tacciono davanti al gip

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Condannato a 14 anni Andrea Bonafede: “Prestò l’identità a Matteo Messina Denaro”

AgrigentoNotizie è in caricamento