L'inchiesta "Kerkent", il gruppo di Massimino spacciava anche in discoteca

Dalle intercettazioni emerge l'attività di distribuzione della droga nei locali notturni frequentati dai giovani

Dagli atti dell’inchiesta Kerkent, che ha colpito il clan di Antonio Massimino, emerge il vasto traffico di droga con cui il clan si finanziava. La droga, stracciando le regole di Cosa Nostra di una volta, sarebbe stata venduta al dettaglio ovunque, anche nelle discoteche.

"Droga non pagata", scatta la rappresaglia

“Emerge da una conversazione ambientale – scrive il gip - che Vetrano e Tornabene all’interno della casa di contrada Zunica-Monserrato erano in possesso di sostanza stupefacente confezionata “a palline”, che si proponevano di spacciare quella stessa sera presso taluni locali notturni agrigentini (il “Noctis” o il “Lab”), dove programmavano di recarsi avendo cura di non «dare nell’occhio». Espressione, quest’ultima, che deve essere intesa come allusiva allo svolgimento di attività illecite da compiere con circospezione”. 
 

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