"Uscì da casa per portare la figlia in ospedale", sorella del boss assolta dall'accusa di evasione

Anna Messina, 40 anni, si era difesa in aula: "Cosa avrei potuto fare? Aveva 21 giorni e accusava problemi respiratori"

Anna Messina

Si allontanò senza permesso dalla sua abitazione, dove era detenuta agli arresti domiciliari, ma avvisò le forze dell’ordine e non aveva intenzione di sottrarsi al provvedimento restrittivo. Il giudice monocratico Fulvia Veneziano ha assolto “perché il fatto non sussiste” Anna Messina, 40 anni, sorella del boss Gerlandino, a sua volta detenuta per 3 anni e mezzo con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa prima dell’assoluzione definitiva.

I fatti contestati sono avvenuti l’8 marzo e il 26 aprile del 2016. La donna, relativamente al secondo episodio, si era allontanata dalla sua abitazione di San Leone, dove era costretta a restare per la precedente vicenda giudiziaria in cui era accusata di avere smistato i messaggi e le direttive del fratello boss, accusa dalla quale fu poi assolta, senza l’autorizzazione della magistratura. Anna Messina, sorella di Gerlandino, ex numero uno di Cosa Nostra in provincia, aveva mostrato una documentazione del pediatra di famiglia che le prescriveva il vaccino per la figlia di appena due mesi e ha fatto presente che il suo legale da alcuni giorni aveva inviato via fax alla Corte di appello una richiesta per recarsi nella struttura medica dove fu poi arrestata. 

Nella prima circostanza, invece, l'8 marzo, andò all'ospedale perché la figlia aveva problemi respiratori. “Ha già mostrato fin troppa onestà – ha detto il suo difensore, l’avvocato Salvatore Pennica – chiamando le forze dell’ordine anziché uscire direttamente. Chiunque, persino un magistrato, con la figlia di 21 giorni che sta male l’avrebbe portata subito in ospedale”.

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Anche il pm Alfonsa Fiore aveva chiesto l’assoluzione ritenendo che la donna avesse agito in buona fede. “In realtà – ha attaccato Pennica – mi viene il sospetto che si sia trattato di un arresto fatto solo per la statistica e per il cognome che porta”.

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