Presi con un arsenale in casa, disposti esami sulle armi sequestrate al boss massimino e al nipote

Il pubblico ministero Gloria Andreoli vuole vederci chiaro: in laboratorio si cercheranno Dna e impronte

Il boss Antonio Massimino, nel riquadro, con le armi

Una consulenza tecnica “per il prelievo di eventuale Dna presente sulle armi e sulle munizioni sequestrate, l’evidenziazione di eventuali impronte papillari e lo svolgimento di accertamenti balistici”. Il pubblico ministero Gloria Andreoli vuole vederci chiaro e dispone una serie di accertamenti tecnici nell'ambito dell’inchiesta a carico di Antonio Massimino, 51 anni, storico capomafia di Agrigento e del nipote Gerlando, 26 anni, arrestati il 6 febbraio dai carabinieri con l’accusa di detenere un piccolo arsenale.

Arrestati il boss Massimino e il nipote

Meno di un mese dopo, peraltro, lo scorso 4 marzo, è scattata la maxi operazione antimafia “Kerkent” che ha in Massimino il personaggio chiave: l’indagine della Dia avrebbe sgominato il nuovo clan mafioso messo in piedi dal boss che, in particolare, avrebbe puntato sul traffico di droga attivando canali anche all'esterno e, soprattutto, in Calabria con la ‘Ndrangheta. 

L’indagine precedente, intanto, entra nel vivo. Il 3 maggio, nel laboratorio di biologia del reparto investigazioni scientifiche di Messina inizieranno le operazioni che proseguiranno per alcuni giorni. Agli accertamenti potranno partecipare anche gli eventuali consulenti nominati dalla difesa, affidata all'avvocato Salvatore Pennica. 

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Scatta l'operazione "Kerkent", trentadue arresti per mafia e droga

Massimino, che prima di venire arrestato insieme al nipote per questa vicenda aveva alle spalle due condanne per associazione mafiosa rimediate nelle maxi inchieste “Akragas” e “San Calogero” e che è tuttora imputato con l’accusa di tentata estorsione mafiosa ai danni di un noto costruttore agrigentino, avrebbe tenuto vicino alla sua abitazione, con la complicità del nipote, una semiautomatica, calibro 7,65, con matricola totalmente abrasa e caricatore, con sei cartucce, inserito, due «penne-pistola» calibro 6,35, circa 200 cartucce e un rilevatore di frequenze.
 

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