L'inchiesta antimafia "Assedio", il gip rimette in libertà il consigliere fermato

Secondo il giudice Stefano Zammuto il quadro indiziario non è sufficiente: "Ha chiesto i voti al capomafia Occhipinti ma non c'è la prova che abbia offerto qualcosa in cambio". Convalidati tutti gli altri fermi

Scozzari "a braccetto" con Occhipinti

"C'è la prova, contrariamente a quanto ha detto durante l'interrogatorio, che abbia chiesto e ottenuto i voti dal capomafia Angelo Occhipinti ma non emerge in maniera chiara una contropartita che possa aver rafforzato Cosa Nostra": il gip Stefano Zammuto non ha convalidato il fermo di Giuseppe Scozzari, 47 anni, responsabile dell'ufficio tecnico del San Giacomo d'Altopasso e consigliere comunale, dimessosi ieri dopo l'interrogatorio. Il funzionario è stato scarcerato. 

Scozzari, difeso dall'avvocato Angelo Balsamo, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. 

Secondo i pm della Dda Geri Ferrara e Claudio Camilleri, che hanno firmato il fermo, il geometra responsabile dell'ufficio tecnico dell'ospedale di Licata, approfittando della posizione strategica all'interno del San Giacomo d'Altopasso, avrebbe messo a disposizione del capomafia Occhipinti la struttura, garantendo visite e prestazioni specialistiche indebite alla consorteria mafiosa di Licata sgominata con l'operazione dei carabinieri".

Gli altri fermati dell'operazione antimafia "Assedio", che avrebbe sgominato le famiglie mafiose di Licata e Campobello, oltre al quarantaseienne consigliere comunale e allo stesso Occhipinti, sono: Raimondo Semprevivo, 47 anni; Vincenzo Bellavia, 34 anni; Angelo Graci, 31 anni; Giuseppe Puleri, 39 anni e Giuseppe Salvatore Spiteri, 46 anni. Il gip ha convalidato tutti i fermi e disposto il carcere, per tutti, tranne che per Semprevivo (difeso dall'avvocato Angela Porcello) nei cui confronti ha disposto l'applicazione degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

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