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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Mafia, inchiesta "Nuova Cupola": il pg chiede 5 condanne definitive

Chiesto il rigetto o l'inammissibilità di tutti i ricorsi della difesa, la sentenza nelle prossime ore

Secondo il procuratore generale della Cassazione i ricorsi sono in parte inammissibili e in parte da rigettare: tecnicismi a parte, la sostanza è che le cinque condanne inflitte in primo grado e confermate in appello – secondo il rappresentante dell’accusa – devono diventare definitive. Lo stralcio ordinario dell'inchiesta antimafia "Nuova Cupola" dal nome dell'operazione, eseguita dalla polizia, che il 26 giugno del 2012 ha fatto scattare 55 provvedimenti di fermo a carico dei nuovi presunti boss e gregari della cosche agrigentine, potrebbe avere un epilogo definitivo nelle prossime ore. La Suprema Corte potrebbe anche decidere per un annullamento con rinvio e, quindi, un nuovo processo di appello per valutare una o più posizioni. Il 30 novembre del 2016 sono state confermate in Corte di appello le condanne inflitte in primo grado.

Processo in Cassazione per cinque imputati

Gli imputati sono Carmelo Vetro, 32 anni, di Favara (9 anni); Pietro Capraro, 38 anni (9 anni e 6 mesi), di Agrigento; Gaetano Licata, 33 anni (10 anni), di Agrigento; Maurizio Romeo, 47 anni (14 anni), di Porto Empedocle, e Gerlando Russo, 44 anni, (9 anni), di Porto Empedocle. Il principale imputato dello stralcio ordinario è Vetro, figlio del boss Giuseppe (morto nel 2008 per una grave malattia), la cui posizione si è comunque ridimensionata perché i giudici hanno escluso che fosse stato il capo della famiglia mafiosa.

Confisca di beni e sorveglianza speciale per il boss Ribisi

Davanti alla Cassazione, alla quale si sono rivolti i difensori (fra gli altri gli avvocati Giovanni Castronovo, Salvatore Cusumano, Diego Galluzzo, Antonino Gaziano, Vincenza Gaziano, Carmelita Danile, Salvatore Maurizio Buggea e Pasquale Tarallo) saranno ridiscusse interamente le cinque posizioni. È diventata, invece, definitiva l'assoluzione dell'empedoclino Bruno Pagliaro, scagionato in primo grado e in appello dall'accusa di associazione mafiosa: la sentenza non è stata impugnata. Nelle prossime ore si conoscerà l’esito per i cinque imputati. 

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