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Cronaca

Mafia, false accuse contro il suo avvocato: rinviato a giudizio il pentito Tuzzolino

Scricchiola la credibilità del collaboratore di giustizia che ha spinto la Dda a indagare a New York per trovare Messina Denaro. Il suo ex difensore Salvatore Pennica sarà parte civile

Rinviato a giudizio con l’accusa di essersi inventato di sana pianta gravi accuse nei confronti del suo ex avvocato difensore che, sulla base delle dichiarazioni dell’allora cliente, si vide arrivare nella propria abitazione i poliziotti della squadra mobile e il pm della Dda che cercavano delle pen drive e un pc portatile con “documenti importanti”. Adesso il collaboratore di giustizia Giuseppe Tuzzolino dovrà subire un processo per le accuse di calunnia e diffamazione. 

La decisione di disporre l’approfondimento dibattimentale è del giudice dell’udienza preliminare di Palermo, Lorenzo Matassa. La prima udienza del dibattimento si celebrerà il 4 aprile davanti al giudice monocratico della quinta sezione penale di Palermo.

Tuzzolino avrebbe accusato falsamente, in maniera deliberata e “sapendolo innocente”, l’avvocato Salvatore Pennica che era stato suo difensore in un procedimento, concluso con il patteggiamento di Tuzzolino, che ipotizzava una presunta truffa legata al rilascio di false licenze edilizie al Comune di Palma di Montechiaro.

La vicenda che ha come vittima Pennica è relativa alla fase iniziale della sua collaborazione. Tuzzolino, fino a quel momento anonimo architetto di provincia, quattro anni fa racconta agli inquirenti di essere stato pienamente inserito negli ambienti politici, mafiosi e massoni a partire dagli anni Novanta. Prima ancora di entrare nel programma di protezione raccontò ai poliziotti dell’esistenza di due pen drive e un pc contenente documenti che scottano e che confermerebbero le sue accuse. Quei supporti informatici, secondo la sua versione, erano stati consegnati all’avvocato Pennica che si sarebbe rifiutato di restituirli e per farlo avrebbe chiesto – secondo il suo racconto, adesso sconfessato – il pagamento di una parcella di mille euro. 

Tuzzolino avrebbe accusato Pennica anche di evasione fiscale dicendo che aveva incassato da lui un compenso professionale di 15.000 euro senza alcuna ricevuta. La credibilità del collaboratore di giustizia Giuseppe Tuzzolino, che solo pochi mesi fa ha portato gli inquirenti fino a New York, a caccia di un fantomatico hard disk contenente delle foto recenti di Matteo Messina Denaro, scricchiola fortemente
 

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