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Cresce il movimento antiracket, imprenditori e professionisti dicono "no" alla mafia

L'associazione "LiberoFuturo", da poco nata ad Agrigento, è impegnata nella cultura della denuncia anche a Licata, Palma di Montechiaro e Canicattì

Gli impenditori agrigentini e il mondo dell'associazionismo dicono "no" al racket. L'associazione antimafia e antiracket "LiberoFuturo", da poco nata ad Agrigento ha accolto in questi giorni un gruppo di imprenditori e professionisti della zona est della provincia, sensibili ai temi della lotta alla mafia ed al racket, che si impegneranno, insieme all'associazione, per la diffusione della cultura della denuncia in particolare a Licata, Palma di Montechiaro e Canicattì

"I nuovi associati - si legge in una nota - convinti della necessità di far crescere il movimento antiracket, si sono dati l'obiettivo di costituire LiberoFuturo anche a Licata. Il bilancio di pochi mesi di attività ad Agrigento è particolarmente positivo sia per il sostegno dato ad alcune vittime che per la realizzazione di un circuito di consumo critico antiracket che renderemo pubblico entro qualche mese. L'associazione, inoltre, è già partecipe ad un processo di mafia a fianco di una vittima che si è costituita parte civile".

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