Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

"Non c'è estorsione, né circonvenzione di incapace": chiesta revoca della misura

L'avvocato di fiducia dell'indagata, Paolo Mirabella, ha articolato la richiesta al tribunale del Riesame

"In diritto non ci sono i presupposti per configurare i reati contestati e sui fatti le dazioni di denaro erano spontanee e il soggetto non ha una minorata capacità di difendersi". Così al tribunale del Riesame di Palermo l’avvocato Paolo Mirabella ha articolato - secondo quanto riporta oggi il Giornale di Sicilia - la difesa di Giuseppina Ventura, di 30 anni, di Lucca Sicula, finita agli arresti domiciliari per estorsione e circonvenzione d’incapace ai danni di un ottantenne, chiedendo la revoca della misura cautelare.

"Riesce a farsi prestare 10 mila euro da un ottantenne e poi lo minaccia di morte", arrestata

I giudici del Riesame potrebbero decidere già nella giornata di oggi. Per la difesa della donna anche se i fatti si fossero svolti come ha raccontato l’anziano non si può configurare l’estorsione perché la minaccia riferita sarebbe avvenuta successivamente alla presunta estorsione. E per la circonvenzione, sempre secondo la difesa, non c’erano gli estremi di una minorata capacità di difendersi da parte della parte offesa. Non ci sarebbe stata una coercizione per la dazione di denaro. Una descrizione dei fatti, da parte della difesa, del tutto diversa rispetto a quella operata dalla Procura di Sciacca, con il sostituto procuratore Carlo Boranga che ha chiesto e ottenuto dal Gip, Alberto Davico, l’ordinanza di custodia cautelare a carico della trentenne. 

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