Giornalista morta per malaria, i familiari presentano esposto in Procura: aperta l'inchiesta

Il pm di turno sta già disponendo l'acquisizione delle cartelle cliniche all'ospedale "San Giovanni di Dio" e l'esame autoptico. Rinviati pertanto i funerali di Loredana Guida. La direzione sanitaria dell'Asp ha istituito una commissione interna per la verifica e valutazione di tutto il percorso assistenziale alla paziente”

Loredana Guida

La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto un'inchiesta. Il fascicolo - per l'ipotesi di reato di omicidio colposo - è a carico di ignoti. Se ne sta occupando il pubblico ministero Elenia Manno. Il procuratore capo Luigi Patronaggio e l'aggiunto Salvatore Vella seguiranno però, e con grande attenzione, le indagini della sezione carabinieri. La Procura sta già disponendo l'acquisizione delle cartelle cliniche in ospedale, al "San Giovanni di Dio" di Agrigento, e l'esame autoptico. Rinviati pertanto i funerali di Loredana.   

I familiari di Loredana Guida, la giornalista e docente morta stanotte dopo avere contratto la malaria in Nigeria, in tarda mattinata, hanno presentato un esposto alla Procura per chiedere di fare luce su eventuali responsabilità e negligenze del personale sanitario.

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I parenti della donna 44enne, assistiti dall'avvocato Daniela Posante, hanno formalizzato una denuncia rappresentando agli inquirenti la circostanza che Loredana si era presentata al pronto soccorso con la febbre alta e aveva fatto presente ai medici di essere stata in Africa. 

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Intanto, la città - e non solo - è sotto choc. La Regione ha già disposto l'acquisizione delle cartelle cliniche di Loredana Guida e, se la Procura della Repubblica di Agrigento aprirà un'inchiesta, le forze dell'ordine - è la prassi - si recheranno all'ospedale di contrada Consolida per acquisire le cartelle di una donna che è stata uccisa dalla malaria. 

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Dalla direzione strategica dell'Asp hanno, intanto, fatto sapere: “La signora G. L. si presentava presso al pronto soccorso dell’ospedale di Agrigento il giorno 15.01.2020 e registrata in triage alle ore 11:41, in codice verde, per 'riferito stato influenzale. La paziente riferisce di essere stata in Africa qualche giorno fa'. Visitata alle ore 15:35, presentava febbre ed eseguiva esami di laboratorio di routine e radiografia del torace che non evidenziavano sostanziali anomalie, fatto salvo un lieve rialzo di un indice ematico aspecifico di flogosi. Dopodiché la paziente sottoscriveva, sul foglio di dimissione, la decisione di rifiutare di proseguire l’approfondimento dell’iter diagnostico. La stessa, ritornava, nel primo pomeriggio del 20, in codice 'rosso', in stato di coma, allo stesso pronto soccorso, venendo ricoverata presso la Terapia intensiva. Il successivo giorno 21 veniva ipotizzata la diagnosi di 'malaria', confermata da un test immunocromatografico eseguito lo stesso giorno e validata dall’istituto di Microbiologia dell’università di Palermo come 'malaria da plasmodium falciparum'. Veniva messa in atto una terapia specifica concordata, tra l’altro, con il direttore dell’istituto di Malattie Infettive del Policlinico di Palermo. Tale terapia veniva peraltro confermata dall’istituto nazionale di Malattie Infettive 'Spallanzani' di Roma, tutti opportunamente contattati. Nei giorni seguenti, pur con tutte le terapie messe in atto, le condizioni cliniche della paziente peggioravano progressivamente, fino all’exitus. La direzione sanitaria di questa azienda ha comunque istituito una commissione interna per la verifica e valutazione di tutto il percorso assistenziale della paziente”.

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