Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Morta a 44 anni per malaria dopo un viaggio in Nigeria: un anno di silenzi e ritardi

Il reparto di Malattie infettive all'ospedale "San Giovanni di Dio" ancora non c'è. Qualcosa sembra muoversi con la ricerca di dirigenti medici, ma ancora non esiste concretamente nulla

Il reparto di Malattie infettive all'ospedale "San Giovanni di Dio" ancora non c'è. Qualcosa sembra muoversi con la ricerca di dirigenti medici, ma ancora non esiste concretamente nulla. C'è un'inchiesta, aperta dalla Procura immediatamente dopo la tragedia, che dovrà far chiarezza e mettere dei punti fermi sull'eventuale sottovalutazione del rischio e dunque su presunte responsabilità mediche. Indagine che ha già portato a un primo risultato: per 4 sanitari la Procura ha chiesto l’archiviazione ritenendo che non vi siano responsabilità. Per altri tre si profila la richiesta di rinvio a giudizio.

Un anno dopo - era la notte del 28 gennaio del 2020 - la morte, a 44 anni, della giornalista e insegnante Loredana Guida, poco - quasi nulla - è cambiato.

Un anno fa la malaria spegneva il sorriso di Loredana Guida, via ad una raccolta fondi

Subito dopo la morte della quarantaquattrenne - per "malaria terzana maligna" - grande fu lo sdegno della comunità, quasi totalmente inerte rimase il mondo politico che, con il passare delle settimane e dei mesi, non è neanche più tornato sul tema. Perché, alla fine, è stata una tragedia come un'altra. Perché - superata l'onda emotiva - morire di malaria nel 2020 può accadere anche in un Paese cosiddetto civilizzato. 

Loredana Guida era stata in Nigeria. Un viaggio di piacere, ma con l'obiettivo di tracciare una strada per aiutare i più piccoli di Lagos. Al rientro, aveva la febbre e temeva - lo aveva esplicitamente detto a qualche amico - d'aver preso la malaria. Si rivolse ai medici, ma - in prima battuta - nessuno comprese che veramente Loredana aveva contratto la malaria. La diagnosi avvenne molto più tardi quando finì, in codice rosso, al pronto soccorso prima e in Rianimazione dopo. 

Nei giorni immediatamente successivi alla tragedia, si fece - fra Agrigento e Palermo - un gran disquisire sulla mancanza del reparto di Malattie infettive. Reparto che non è detto avrebbe potuto salvare la vita alla giornalista-insegnante, ma che comunque, in una provincia di frontiera qual è l'Agrigentino, è veramente indispensabile. Poi è seguito il silenzio, profondissimo. E non per rispetto del momento di dolore, forse più banalmente per semplice opportunità perché si sa: le scelte nella sanità sono politiche e cane non mangia cane.

A distanza di un anno, dopo che il mondo è stato stravolto dal Covid-19, si è tornati praticamente al punto di partenza: tutto tace. Ma Loredana Guida - donna tenace, coraggiosa e scrupolosa -  non c'è più.  E in questo silenzio l'assenza della sua risata argentina e inconfondibile pesa enormemente.

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