Venerdì, 19 Luglio 2024
Commissariato / Canicattì

Lite fra vicini di casa per il posteggio, arrivano le minacce: "Ti uccido, ti sparo in testa"

La polizia ha raccolto la querela di parte e l’ha inoltrata – per l’ipotesi di reato di violenza privata – alla Procura

Che i rapporti fra vicini di casa non fossero buoni era risaputo. Due fratelli – a dire del denunciante – non avrebbero voluto che il cinquantenne canicattinese posteggiasse la propria auto nei pressi della sua abitazione. Molestie, disturbo e alterchi avrebbero caratterizzato dunque i rapporti di vicinato. Fino ad arrivare al punto che, per impedire al cinquantenne di posteggiare, l’uomo sarebbe stato strattonato e minacciato di morte. “Ti ammazzo, ti sparo in fronte”. E ancora: “Ti uccido, ti sparo in testa” – questo quello che il cinquantenne si sarebbe sentito dire dopo l’ennesima discussione per quel “benedetto” parcheggio.

Ed è questo quello che l’uomo ha denunciato, negli scorsi giorni, ai poliziotti del commissariato di Canicattì. Gli agenti hanno raccolto, naturalmente, la querela di parte e l’hanno inoltrata – per l’ipotesi di reato di violenza privata – alla Procura della Repubblica di Agrigento. A finire nei guai è stato un trentottenne canicattinese, un uomo che – a dire del denunciante – avrebbe anche brandito un grosso tubo in metallo.

La situazione fra vicini di casa viene, adesso, monitorata – per evitare che possano registrarsi altri alterchi e rischiano, appunto, di trascendere – dagli agenti del commissariato di Canicattì.

Capita spesso, purtroppo, che i rapporti di vicinato non siano dei migliori e che si inneschino, per un motivo o per un altro, liti, diatribe e alterchi. Di norma, resta tutto nella sfera privata dei protagonisti. Ma talvolta, come nell’ultimo caso registratosi a Canicattì, si arriva anche – stando alla querela di parte – alle minacce. E anche pesanti. Ed ecco dunque che tutto finisce sulle scrivanie di forze dell’ordine prima e sostituto procuratore di turno dopo. In questo caso, l’ipotesi di reato configurata, a carico del trentottenne, è violenza privata. Ma non è escluso che il pm possa anche contestare l’ipotesi di reato di minacce aggravate dall’utilizzo del tubo di metallo di circa un metro. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Lite fra vicini di casa per il posteggio, arrivano le minacce: "Ti uccido, ti sparo in testa"
AgrigentoNotizie è in caricamento