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Una veduta di Linosa

Una veduta di Linosa

"Qui non si sbarca": dilaga il terrore del Coronavirus, medico resta "prigioniero" sulla banchina

Il sanitario è impossibilitato - perché non può raggiungere il presidio di Guardia medica - a prendere servizio

Bloccato, dalle 6,30 circa, sulla banchina di Linosa. Impossibilitato - perché non può raggiungere il presidio di Guardia medica - a prendere servizio. Non è, però, per colpa di una frana che ha sbarrato le vie di comunicazioni. A Linosa accade che i sanitari della Guardia medica - sono complessivamente 6 i medici che da anni fanno la turnazione per coprire il servizio di assistenza sanitaria sulla più piccola delle isole Pelagie - non sono più graditi dagli isolani.

Nonostante conoscano, in alcuni casi, da un decennio quei medici, adesso a prevalere è la paura del Coronavirus. Preoccupazioni e timori - legittimi - che, di fatto, stanno rischiano di trasformarsi in psicosi. Una psicosi che sta, al momento, tenendo "prigioniero" sulla banchina un sanitario della Guardia medica. 

Nei giorni scorsi, stando a quanto emerge, il movimento cittadino aveva chiesto - con una lettera - di far in modo che i sanitari stessero sull'isola per 15 giorni e non, per come invece è sempre stato, con una turnazione di 5 giorni. Di fatto, i linosani sono terrorizzati dal fatto che il nemico - il Covid-19 - possa arrivare su quel lembo di territorio italiano dall'esterno. 

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I medici - che così come gli appartenenti alle forze dell'ordine sono, per decreto, esentati dalla quarantena - comprendendo i timori della popolazione di Linosa hanno accettato il turno di 15 giorni a testa. Ma stamani, al medico sbarcato è stato impedito di prendere servizio. Ed il tutto senza alcuna ordinanza, né avviso ufficiale. 

I linosani ritengono di potercela fare - evitando appunto gli ingressi dall'esterno - a fronteggiare le eventuali esigenze sanitarie che si presenteranno con il medico di base che hanno sull'isola e con un altro medico, pure lui presente a Linosa. C'è un problema però. A prescindere dai timori degli isolani - che sono appunto legittimi - quei sanitari della Guardia medica sono tenuti - per contratto - a prendere servizio. E sull'isola sbarcano "armati" di tutti gli indispensabili presidi di sicurezza: mascherine, guanti e tuta. Il medico che è sbarcato stamattina s'era pure portato una borsa con tutte le provviste necessarie al tempo di permanenza sull'isola.

Solo se e quando la direzione generale dell'Asp di Palermo dovesse stabilire lo stop alla loro turnazione su Linosa, i medici verrebbero legittimati a non recarsi più sull'isola. Ma non è detto nemmeno che si possa fare perché potrebbe rappresentarsi un caso di interruzione di pubblico servizio. Serve, comunque di fatto, una soluzione perché, intanto, c'è un medico bloccato - "prigioniero" appunto - sul pontile.

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