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Linea ferroviaria Agrigento-Palermo interrotta per 3 mesi, il prefetto: "Ricadute sul turismo alla 'vigilia' di Capitale italiana della cultura"

Filippo Romano a spada tratta difende i trasporti e scrive a Trenitalia: "L'azienda ponga in essere tutte le iniziative idonee a coniugare la necessaria manutenzione con l'incremento estivo del flusso di visitatori"

Lo scorso anno l'interruzione, dall'11 giugno al 10 settembre, del tratto Agrigento centrale-Lercara. Quest'anno, quella fra lo scalo ferroviario centrale della città dei Templi e Roccapalumba-Alia. "Copione" di ogni anni insomma, "copione" che prevede lo stop - per lavori di ordinaria amministrazione - della strada ferrata. Non vengono meno i collegamenti sia chiaro, ma in servizio ci saranno dei bus sostitutivi. 

Treno Agrigento-Palermo, in vista nuovi disagi: bus sostitutivi fino a settembre

Ma due anni di fila, sempre d'estate, e in 2024 che precede i 365 giorni di Capitale italiana della cultura sono decisamente un po' troppi. Ne è convinto anche il prefetto di Agrigento, Filippo Romano, che non ha sbattuto i pugni sulla scrivania, ma poco c'è mancato. La massima autorità di governo ha preso carta e penna ed ha scritto alla direzione regionale Sicilia di Trenitalia, nonché al presidente della Regione Renato Schifani, all'assessore regionale alle Infrastrutture e mobilità Alessandro Aricò e a tutti i parlamentari nazionali e regionali dell'Agrigentino. E lo ha fatto cercando di sensibilizzare l'azienda affinché "ponga in essere tutte le iniziative idonee a coniugare la necessaria manutenzione ferroviaria con l'incremento del flusso turistico".  

"Il periodo di tempo stimato per l'esecuzione degli interventi, che giustificano l'interruzione della linea ferroviaria, risulta essere alquanto considerevole (circa tre mesi: dal 10 giugno all'8 settembre) - scrive il prefetto Filippo Romano - . Tutto ciò comporterà, inevitabilmente, notevoli ricadute negative sul settore turistico agrigentino che, nel periodo estivo, riscopre maggiore attrattività". Romano ha anche, inevitabilmente, evidenziato quello che non è un dettaglio di poco conto: "Si tratta del secondo anno consecutivo, nel corso del quale la provincia Agrigentina viene 'colpita' da tale disservizio". Una segnalazione fatta in questo caso, e in maniera esplicita, ai politici messi a conoscenza della missiva. 

"Questo non può certamente ritenersi di ordinaria amministrazione in un ambito provinciale che, a stretto giro, sarà investito del titolo di 'Capitale italiana della cultura 2025'". 

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