"Il prezzo era interessante, ho pagato un acconto e sono spariti": vittime delle truffe on line in aula

L'inchiesta "Pacchi.it" ha sgominato un giro di false vendite, fra i raggirati anche alcuni terremotati

"Ho una piccola impresa edile e quando mi servono dei mezzi per i cantieri li cerco su internet, ero intenzionato ad acquistare un Doblò e ho trovato un'offerta su Subito.it molto interessante. Peccato che si sia rivelata una truffa": continua, davanti ai giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, la sfilata di testi, presunte vittime dei raggiri, al processo scaturito dall'inchiesta denominata "Pacchi.it". Carmelo Aleggi, piccolo imprenditore di San Cataldo, racconta la sua disavventura che, nel suo caso, gli è costata 100 euro.

"Il prezzo - ha risposto al pm Sara Varazi - era molto interessante, nell'annuncio c'era scritto che il mezzo si trovava a Villabate. Ho chiamato il numero indicato sul sito e mi ha risposto un certo Tano dicendomi che lo stava svendendo perchè doveva partire e aveva necessità dei soldi. Abbiamo concordato che avrei fatto una ricarica su una carta postepay per bloccarlo. Gli ho dato 100 euro anche se me ne aveva chiesto 500. Dopo averla fatta è scomparso e non ha più risposto, ho capito che si era trattato di una truffa e ho presentato la querela". 

 La presunta “banda” avrebbe agito senza alcuno scrupolo e, in una circostanza, avrebbe tentato di raggirare anche un terremotato, sopravvissuto al sisma di Amatrice, al quale avrebbero fatto credere che poteva acquistare una roulotte al prezzo stracciato di 1.500 euro. Alcune delle vittime si sono costituite parte civile con l’assistenza degli avvocati Davide Casà e Francesco Giambalvo.
 

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