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La banda delle truffe on line davanti ai giudici, via libera alle intercettazioni

Il processo scaturito dall'inchiesta "pacchi.it" giunto alle battute decisive, il tribunale dà incarico a un perito

Via libera alle trascrizioni delle intercettazioni al processo scaturito dall'inchiesta denominata "Pacchi.it" che avrebbe sgominato un giro di false vendite on line con uno stratagemma pressochè analogo in tutti i casi. Le vittime sarebbero state invogliate ad acquistare prodotti di ogni tipo a prezzi molto vantaggiosi. Dopo brevi trattative, i venditori - secondo l'accusa - chiedevano un acconto e poi sparivano senza rispondere più al telefono dopo averlo incassato su una carta prepagata.

Il processo è ripreso davanti ai giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, ed è proseguito senza intoppi nonostante la sostituzione del giudice Micaela Raimondo (trasferita all'ufficio Gip-Gup) con Manfredi Coffari: tutte le parti hanno dato il consenso a utilizzare le prove già acquisite e il processo, quindi, proseguirà senza rallentamenti.

Il 22 giugno sarà dato l'incarico a un perito che dovrà trascrivere le intercettazioni dell'inchiesta. Gli imputati, tutti licatesi, sono sette. Si tratta di: Alessandro Bianchi, 26 anni; Samanta Cicatello, 29 anni; Cristoforo Famà, 34 anni; Daniela Giannone, 41 anni; Antonina Parroco, 41 anni; Giuseppe Romano, 24 anni e Angelo Trupia, 47 anni.

La presunta “banda” avrebbe agito senza alcuno scrupolo e, in una circostanza, avrebbe tentato di raggirare anche un terremotato, sopravvissuto al sisma di Amatrice, al quale avrebbero fatto credere che poteva acquistare una roulotte al prezzo stracciato di 1.500 euro.

La Procura contesta i reati di associazione a delinquere e truffa. Nelle udienze precedenti c'è stata una sfilata delle presunte vittime (qualcuna si è costituita parte civile con l'assistenza degli avvocati Davide Casà e Antonino Ragusa) che hanno raccontato i raggiri in cui sono incappati. 

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