Truffe con false vendite on line anche ai terremotati, vittima in aula: "Ecco come mi hanno raggirato"

L'uomo aveva chiamato un numero telefonico collegato a un annuncio conveniente, pubblicato su Subito.it, per l'acquisto di un Doblò

“Ho cercato su Subito.it e c’era un annuncio interessante di vendita di un Doblò a 2.500 euro, gli ho dato un acconto di 50 euro e non ho visto mai né i soldi né l’auto”. Francesco Aiello, primo teste sentito al processo scaturito dall’inchiesta “Pacchi.it”, che ipotizza una serie di truffe di ogni tipo attraverso la simulazione di acquisti on line, racconta in aula il raggiro di cui sarebbe stato vittima. “Ho chiamato il numero - prosegue rispondendo al pm Antonella Pandolfi - e mi ha risposto un uomo, mi ha detto che per bloccare l’acquisto dovevo effettuare un acconto e mi ha inviato gli estremi di una carta Postepay intestata a Samanta Cicatello. Ho versato 50 euro, dopo alcuni giorni l’ho chiamato e mi ha dato appuntamento al Villaggio Mosè. All’appuntamento non c’era nessuno e non mi ha più risposto al telefono, ho capito che era stata una truffa e ho presentato denuncia”.

Gli imputati, tutti licatesi, sono sette. Si tratta di: Alessandro Bianchi, 26 anni; Samanta Cicatello, 29 anni; Cristoforo Famà, 34 anni; Daniela Giannone, 41 anni; Antonina Parroco, 41 anni; Giuseppe Romano, 24 anni e Angelo Trupia, 47 anni. 

Lunghissima la lista dei presunti truffati: alcuni di loro si sono costituiti parte civile con l’assistenza degli avvocati Davide Casà e Francesco Giambalvo. 

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