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"False assunzioni in aziende fantasma", dopo 9 anni parte processo a 62 imputati

Due anni dopo le prime eccezioni preliminari, è stato aperto il dibattimento

Nove anni dopo i fatti e due anni dopo le prime eccezioni preliminari, è stato aperto ieri mattina il dibattimento, a carico di 62 imputati, quasi tutti di Licata, scaturito da un’inchiesta che ipotizza l’esistenza di una vera e propria fabbrica di società inesistenti create a tavolino per truffare l’Inps.

Esaurite tutte le questioni legate alle notifiche, il presidente della seconda sezione penale Wilma Angela Mazzara ha dato la parola al pubblico ministero Elenia Manno e agli avvocati della difesa che hanno chieso l’ammissione dei rispettivi mezzi di prova con numerose liste di testimoni per un dibattimento che si preannuncia molto lungo e complesso ma la prescrizione, inevitabilmente, è destinata a cancellare alcune delle imputazioni.

La presunta organizzazione, sostiene l’accusa, creava delle aziende che operavano nel settore agricolo solo sulla carta. La finalità sarebbe stata quella di far risultare le assunzioni dei braccianti per incassare, una volta terminati i finti rapporti di lavoro, le indennità di disoccupazione, i contributi pensionistici e persino le indennità di malattia. I reati contestati sono l’associazione a delinquere, il falso e la truffa.

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