Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Licata

L'inchiesta sulle torture ai disabili, il gip: "Carcere per neutralizzare il pericolo di reiterazione"

Ecco perché il giudice per le indagini preliminari, Micaela Raimondo, ha firmato le tre ordinanze di custodia cautelare

"Sussiste il pericolo concreto e attuale, tenuto conto dell'epoca di verificazione dei fatti e della frequenza quasi quotidiana con cui si sono verificate le aggressioni ai danni di alcune delle vittime, che gli indagati - se lasciati liberi di agire - possano reiterare senza remore condotte dello stesso tipo di quelle poste in essere nei confronti" dei disabili.

"Si impone quindi la necessità di neutralizzare il pericolo di reiterazione con una misura che assicuri il controllo delle loro sadiche pulsioni, evitando che le stesse possano manifestarsi ai danni di ulteriori soggetti fragili che gli indagati potrebbero incontrare se lasciati in stato di libertà o, comunque, sottoposti ad una misura meno afflittiva". E' con queste parole che il giudice per le indagini preliminari, Micaela Raimondo, ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di Antonio Casaccio di 27 anni, Jason Lauria di 26 e Gianluca Sortino di 24 anni. 

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Secondo il gip del tribunale di Agrigento "l'unica misura idonea a soddisfare le esigenze cautelari del caso concreto e dunque a scongiurare il pericolo di reiterazione dei reati, oltre che proporzionata alla gravità dei fatti per i quali si procedere e alla pena che si ritiene possa essere irrogata - scrive il gip - risulta essere la custodia cautelare in carcere".

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