"Testimonianza aggiustata con 200 euro per vincere la causa", agli sgoccioli processo a ex sindaco

Ultime arringhe difensive prima del verdetto della Corte di appello a carico dell'avvocato Angelo Balsamo

Angelo Balsamo

Il 12 dicembre discuterà l’avvocato Lillo Fiorello, difensore del principale imputato, a seguire il collega Antonino Gagliano: poi i giudici della Corte di appello potrebbero ritirarsi in camera di consiglio ed emettere il verdetto. Ieri mattina, intanto, ha illustrato la sua arringa conclusiva l’avvocato Giuseppe Glicerio, chiedendo l’assoluzione per la presunta testimone che sarebbe stata “comprata” per rendere una dichiarazione falsa al processo. È arrivato agli sgoccioli il processo di appello a carico dell’ex sindaco di Licata Angelo Balsamo, imputato nella qualità di avvocato, professione che esercita da tanti anni, ritenuto dal pg colpevole di falsa testimonienza, corruzione in atti giudiziari e calunnia.

La condanna chiesta nei suoi confronti è il doppio - 5 anni - rispetto a quella inflitta il 16 novembre del 2016 dai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento. Il collegio presieduto da Luisa Turco gli aveva inflitto 2 anni e 6 mesi di reclusione per la sola imputazione di falsa testimonianza che adesso, secondo il pg, sarebbe prescritta a distanza di dieci anni dai fatti. Balsamo, 62 anni, arrestato il 13 gennaio del 2014, quando era sindaco di Licata, è accusato di avere truccato una testimonianza per fare vincere una causa a una cliente. Tre anni e sei mesi, invece, erano stati inflitti a Francesca Bonsignore, 59 anni, che sarebbe stata ingaggiata con 200 euro per mentire in udienza raccontando una falsa versione dei fatti per fare vincere la causa, legata a una richiesta di risarcimento dopo un incidente stradale, alla cliente di Balsamo che chiedeva un risarcimento per un incidente nel quale era rimasto coinvolto il figlio. 

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