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Quindici mesi in cella da innocente per l'accusa di tentato omicidio: 42enne chiede risarcimento

Era stato accusato insieme ad altre tre persone di avere brutalmente aggredito a sprangate un uomo

Un anno, tre mesi e 9 giorni in carcere con l'accusa di avere partecipato a un tentato omicidio a sprangate. Dopo l'assoluzione, il quarantaduenne Joan Mindirigiu, residente a Ravanusa, chiede allo Stato il risarcimento per ingiusta detenzione. La domanda è stata presentata dal difensore, l'avvocato Angela Porcello, alla Corte di appello di Palermo.

L'uomo era stato arrestato insieme ad altri tre connazionali. Mindirigiu, secondo l'accusa iniziale che non ha retto al processo, avrebbe vendicato l'aggressione del fratello organizzando una violenta spedizione punitiva che si sarebbe consumata il 17 dicembre del 2016.

L’uomo, quindi sarebbe stato bloccato dai quattro imputati alle prime luci del giorno in corso Serrovira: Mindirigiu - sempre secondo la ricostruzione iniziale che non ha retto al processo - gli avrebbe coperto il volto con una fodera e gli altri tre lo avrebbero strattonato per costringerlo a seguirlo all’interno dello scalo ferroviario.

Lì, in effetti, fu massacrato a sprangate alla testa e al viso e rapinato del portafogli con all’interno 1.500 euro in banconote da 50 e 100 euro oltre al telefono cellulare che teneva con sè. Agli imputati si è arrivati grazie alle dichiarazioni della vittima. Le prove, tuttavia, furono ritenute contraddittorie: la condanna a 6 anni e 8 mesi in primo grado è stata poi cancellata.

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