Il tentato omicidio di Licata, il retroscena: l'amministratrice di condominio aveva staccato l'utenza idrica alla vittima

La 43enne Stella Marcella De Caro: "Brandiva il coltello contro di me e mi sono difesa". Il gip non le ha creduto, ha convalidato l'arresto ed ha disposto i domiciliari

La donna, per la coltellata ricevuta, è stata ricoverata al Civico di Palermo

Resta agli arresti domiciliari, con l'accusa di tentato omicidio, la 43enne di Licata, Stella Marcella De Caro, amministratrice di condominio, accusata d'avere accoltellato - durante una lite - una donna di 43 anni a cui aveva staccato l'utenza idrica per morosità. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, come chiesto dal pm Gloria Andreoli, ha convalidato l'arresto ed ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari senza l'applicazione del braccialetto elettronico che era stato, invece, sollecitato dal magistrato della Procura. Il giudice, inoltre, ha escluso l'aggravante dei futili motivi.

Furibonda lite tra famiglie, 43enne in ospedale con un taglio all'addome

L'indagata, difesa dall'avvocato Alberto Caffarello, si era giustificata sostenendo di avere ferito l'altra donna per legittima difesa. La vicenda, piuttosto articolata e complessa, mercoledì sera ha portato all'arresto al termine di una lunga serie di interrogatori eseguiti in commissariato dai poliziotti, coordinati dal commissario capo Sonia Zicari. La presunta vittima, secondo la ricostruzione dei fatti, in seguito al mancato pagamento di diverse bollette idriche, aveva subito il distacco dell'utenza da parte dell'amministratrice di condominio. Per ripicca, allora, avrebbe deciso, forse con un martello, di danneggiare l'autoclave. Gli altri inquilini dello stabile di via Don Carmelo di Bartolo avvisarono Stella Marcella De Caro che, con un idraulico, l'indomani andò a effettuare un sopralluogo. La condomina, allora, sarebbe andata con la sua auto per cercare lo scontro. Le versioni di vittima, indagata e altri testimoni, a questo punto sono differenti.

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L'indagata sostiene che la condomina le abbia tagliato la strada con l'auto dicendole che non l'avrebbe fatta andare via. Poi, dopo che aveva aperto lo sportello per spingerla via, le avrebbe sottratto un coltello dalla sua auto, che teneva nel lato passeggero dell'auto (a suo dire per regolare i timer delle autoclavi dei condomini che amministrava), e avrebbe iniziato a brandirlo contro di lei. L'amministratrice, secondo la sua versione, per difendersi le avrebbe spinto il polso provocandole un taglio all'addome. Non è ancora chiaro come abbia potuto provocarle la lesione del rene. La donna ferita ribalta la versione dicendo di essere stata aggredita dall'amministratrice senza che le avesse fatto nulla. Decisiva, ai fini della decisione del giudice, è stata la testimonianza "neutra" di una vicina che, dal balcone, ha visto l'aggressione ai danni dell'indagata aggiungendo che la sua reazione è stata quella di sferrare una coltellata. Secondo il giudice, quindi, non si può configurare nè la legittima difesa nè l'eccesso colposo di legittima difesa. La donna è attualmente ricoverata all'ospedale Civico di Palermo.

Il tentato omicidio di Licata: la lite è scoppiata per spese condominiali, arrestata una donna

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