Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Licata

Il tentato omicidio di Licata, il gip: "C'è pericolo che commetta gli stessi reati"

Era stato "poco prima provocato" dal suo socio 71enne che si "era vantato con lui di essere riuscito a sottrargli pure un magazzino", ma "non era sua intenzione ucciderlo", quanto, "piuttosto, quella di spaventarlo". E' la linea di difesa di Gaetano Aronica riportata dal giudice Stefano Zammuto nell'ordinanza di custodia cautelare con cui dispone gli arresti domiciliari del consigliere comunale

"Si ravvisa il concreto a attuale pericolo che Gaetano Aronica, ove non adeguatamente contenuto commetta altri reati della stesse specie per cui si procede". Lo scrive il Gip di Agrigento, Stefano Zammuto, nelle 11 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare con cui dispone gli arresti domiciliari del consigliere comunale 'civico'  di Licata eletto nella lista della Lega per il tentato omicidio di un socio in affari di 71 anni. Secondo il giudice il "pericolo è desumibile dalle circostanze e dalle modalità dei fatti addebitatigli, oltre che dall'urgenza e della cogenza psicologica che lo agita, essendo in preda a un'autentica ossessione verso i contraddittori, i suoi soci, fratello compreso". Quest'ultimo passaggio è riferito alla "elevata conflittualità"  che ha preceduto la sparatoria tra Aronica, da una parte, la vittima e un fratello del consigliere comunale, dall'altra, per "dissidi legati a questioni societarie afferenti l'agenzia di onoranze funebri di comune appartenenza".  "Nell'opinione di Aronica - osserva il Gip - infatti vi sarebbe un disegno, ordito dai suoi soci, per estrometterlo dalla compagine sociale". 

Il tentato omicidio di Licata: arrestato il consigliere comunale che ha sparato all'ex socio

Era stato "poco prima provocato" dal suo socio 71enne che si "era vantato con lui di essere riuscito a sottrargli pure un magazzino", ma "non era sua intenzione ucciderlo", quanto, "piuttosto, quella di spaventarlo". E' la linea di difesa di Gaetano Aronica riportata dal gip di Agrigento, Stefano Zammuto, nell'ordinanza di custodia cautelare con cui dispone gli arresti domiciliari del consigliere comunale. Una ricostruzione che non ha convinto il giudice delle indagini preliminari  ritenendo, invece, che l'indagato abbia "posto in essere atti idonei e univocamente diretti a cagionare la morte" del suo socio.

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