Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca Licata

"Tenta di uccidere il compagno della madre a coltellate per gelosia", 20enne resta in carcere

Il tribunale del riesame conferma l'arresto del giovane che aveva ammesso i fatti: "Ho avuto un raptus"

Ricorso rigettato e ordinanza in carcere confermata. Il tribunale del riesame di Palermo, al quale si è rivolto il difensore, l'avvocato Francesco Lumia, non modifica il provvedimento restrittivo emesso dal gip di Agrigento, Stefano Zammuto, che aveva convalidato l'arresto e disposto la custodia in cella, per l'accusa di tentato omicidio, per il ventenne Francesco Amatore, fermato dai carabinieri il 23 giugno, alcuno ore dopo l'episodio.

Il giovane è accusato di avere inferto una coltellata alla nuca al giovane compagno della madre. Durante l'interrogatorio ha dato una versione dei fatti confusa, dicendo di avere un'amnesia e di essere in stato di shock. Ai carabinieri aveva rilasciato alcune dichiarazioni spontanee sostenendo di averlo colpito dopo una sorta di raptus e ammettendo, in sostanza, i fatti.

Quel pomeriggio, al pronto soccorso dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” di Licata è arrivato, con una brutta ferita da arma da taglio alla nuca, un ventisettenne. I carabinieri, avvisati dai medici, in poche ore, hanno interrogato il ferito ed è scattato l'arresto per il ventenne che è stato trasportato in carcere. All'origine del gesto pare ci sarebbe la gelosia dell'indagato nei confronti dell'uomo con cui avrebbe avuto diversi litigi. Fino all'aggressione che per poco non scaturiva in tragedia. L'uomo, che ai carabinieri ha detto che, a suo giudizio, il ragazzo non voleva ucciderlo, è stato dimesso. 

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