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Domenica, 25 Febbraio 2024
Tribunale / Licata

"Pagami 120 euro in più di affitto o ti stacco l'acqua": 54enne a giudizio per tentata estorsione

L'uomo avrebbe preteso 300 euro rispetto ai 180 indicati nel contratto e, per rappresaglia, al suo rifiuto le avrebbe interrotto la fornitura idrica

Rinviato a giudizio con l'accusa di tentata estorsione ai danni dell'inquilina di un appartamento di sua proprietà. Il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha mandato a processo Carlo Cinema, 54 anni, accusato da una donna marocchina di avere tentato di costringerla a pagare una somma di denaro ulteriore sul contratto di affitto.

La vicenda, che sarà adesso sottoposta al vaglio di un dibattimento, risale all'ottobre del 2019. La donna e il figlio dell'imputato, proprietario di un appartamento al primo piano di uno stabile di via Premuda, a Licata, stipularono un contratto di affitto, regolarmente registrato all'Agenzia delle Entrate e sottoscritto dal figlio dell'imputato, che prevedeva il pagamento di un canone di locazione di 180 euro. 

Il contratto era stato sottoscritto il 7 febbraio del 2018. Nei mesi successivi sorgono alcuni contrasti fra il padre del proprietario dell'appartamento, che avrebbe gestito di fatto la situazione, e la donna. In particolare i due non si sarebbero trovati d'accordo sul pagamento delle spese legate al consumo idrico. 

La donna, quindi, secondo quanto ipotizzato dalla procura, sarebbe stata minacciata e le sarebbe stato imposto di pagare 120 euro in più al mese col ricatto che, se non l'avesse fatto, l'avrebbe lasciata senz'acqua. 

Dalle minacce, poi, si sarebbe passati alle vie di fatto e l'imputato, per vendicare il rifiuto della donna di pagargli un canone superiore rispetto a quello messo per iscritto nel contratto, avrebbe staccato l'utenza idrica lasciandole i rubinetti a secco. L'inquilina, quindi, presentò una denuncia e Cinema è stato iscritto sul registro degli indagati con l'accusa di tentata estorsione. La donna, in seguito, ha ritirato la querela e il difensore dell'imputato, l'avvocato Salvatore Manganello, ha pure prodotto il verbale. 

Tuttavia il reato è perseguibile di ufficio e il procedimento seguirà ugualmente il suo corso. Il gup, quindi, ha disposto il rinvio a giudizio. Il processo è stato fissato per il 20 aprile davanti al giudice Fulvia Veneziano. 

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