Quattro colpi di pistola contro l'auto di un commerciante, l'uomo era al volante: ha rischiato la vita

Due proiettili si sono conficcati nella carrozzeria della macchina, altrettanti sono finiti, invece, sul muro di cinta di un’abitazione privata

(foto ARCHIVIO)

Due proiettili si sono conficcati nella carrozzeria della macchina, altrettanti sono finiti, invece, sul muro di cinta di un’abitazione privata. Quattro i colpi di pistola che sono stati esplosi contro l’auto di un commerciante. Un uomo che era al volante proprio di quell’autovettura. Un licatese che, per fortuna, è rimasto illeso. Esattamente come l’amico che gli sedeva accanto. E’ accaduto tutto, negli scorsi giorni (ma la notizia è trapelata ieri dal fitto riserbo investigativo ndr.), in una zona periferica di Licata. Dell’inquietante caso – nessun dubbio, a quanto pare, sul fatto che sia stato un chiaro avvertimento – si stanno occupando i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Agrigento e quelli del commissariato di Licata.

Due le persone che, a quanto pare, avrebbero agito. Criminali che erano a bordo di un’altra macchina ed uno era armato, appunto, di una pistola di medio calibro. Dopo aver accostato l’auto del commerciante, senza alcuna esitazione sono stati esplosi i colpi d’arma da fuoco. Colpi sparati, a quanto pare, in rapida successione.

Chi ha agito lo avrebbe fatto mirando verso il basso. Un dettaglio questo che non lascerebbe spazio a dubbi: non volevano uccidere, ma volevano platealmente terrorizzare. Messo in atto quello che, appunto, sembrerebbe essere un avvertimento in piena regola, i due delinquenti si sono poi, immediatamente, dileguati. Scattato l'allarme, sul posto sono giunti polizia e carabinieri.

Del fascicolo d’inchiesta aperto in Procura, ad Agrigento, si stanno adesso occupando i poliziotti della Squadra Mobile e quelli del commissariato di Licata. Non ci sono conferme istituzionali – perché il riserbo investigativo continua ad essere categorico -, ma pare che gli agenti abbiano, quale primo passo, provato ad individuare la presenza o meno di telecamere di video sorveglianza pubbliche o private. Si tratta, del resto, di un passaggio investigativo di routine. La presenza di eventuali filmati potrebbe, avviene praticamente in tutti i casi di cronaca nera, contribuire ad indirizzare le indagini per identificare chi ha messo a segno l’inquietante intimidazione.

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Vi sarebbero, ma anche su questo non ci sono conferme istituzionali, delle immagini già al vaglio della polizia di Stato.

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