Cronaca

"Spara addosso a poliziotti e tecnici che montavano le cimici", difesa si rivolge a Corte europea

Il legale del ventitreenne Paolo Greco: "Violate le regole del giusto processo con modifica tardiva del capo di imputazione"

Paolo Greco

"Il capo di imputazione è stato modificato a processo in corso quando poteva essere fatto già nella fase delle indagini preliminari, violando il diritto della difesa".

Con queste motivazioni, articolate in una lunga memoria consegnata ai giudici della seconda sezione penale, l'avvocato Francesco Lumia, ha chiesto di trasmettere gli atti alla Corte europea dei diritti dell'uomo perché possa accertare se, come sostenuto, c'è stata una "violazione delle regole del giusto processo".

Il processo è quello a carico del ventitreenne Paolo Greco, arrestato l'8 marzo dell'anno scorso, con l'accusa di tentato omicidio per avere sparato addosso ai tecnici che stavano collocando delle telecamere nascoste per strada nell'ambito di un'indagine per usura in cui è finito a processo insieme al padre Antonino.

Greco, che avrebbe agito incappucciato e sarebbe stato identificato per le carpe con una striscia catarifrangente - l'imputato, comunque, nega di essere lui - avrebbe pure sparato contro i poliziotti intervenuti in difesa dei tecnici. I giudici, all'udienza del 20 maggio, decideranno se trasmettere gli atti alla Cedu.

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