Spaccio di eroina, la maxi inchiesta "Bazar": processo agli sgoccioli per diciassette imputati

Procura e difesa decidono di acquisire tutti gli atti di indagine, il giudice rinvia per la conclusione

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La difesa e il pm sono d'accordo nell'acquisizione al fascicolo di tutti gli atti di indagine. Il processo, a carico di diciassette imputati, scaturito dalla maxi inchiesta “Bazar”, che avrebbe disarticolato un giro di droga che avrebbe avuto il punto di approdo a Licata, è già arrivato alla conclusione.

Il giudice monocratico Antonio Genna ha rinviato l'udienza al primo ottobre per requisitoria, arringhe e sentenza. Questa mattina il pm Emiliana Busto e i difensori (fra gli altri, dagli avvocati Calogero Meli, Giuseppe Glicerio, Angelo Benvenuto e Francesco Lumia) hanno raggiunto l'accordo per acquisire gli atti chiudendo, quindi, l'istruttoria.

Gli imputati sono: Giampiero Arrostuto, 39 anni, di Canicattì; Rosario Consagra, 50 anni, di Licata; Emanuele Marchione, 54 anni, di Licata; Giuseppe Tinnirello, 30 anni, di Palermo; Antonio Montana, 46 anni, di Licata; Vincenzo Bugiada, 46 anni, di Licata; Diego Pelonero, 45 anni, di Licata; Calogero Bonvissuto, 31 anni, di Licata; Antonino Caruso, 49 anni, di Licata; Melchiorre Salvatore Alabiso, 44 anni, di Licata; Salvatore Paraninfo, 30 anni, di Licata; Filippo De Caro, 45 anni, di Licata; Francesco Semprevivo, 46 anni, di Licata; Giuseppe De Caro, 38 anni, di Licata; Antonino Davanteri, 65 anni, di Licata; Giuseppe Gueli, 38 anni, di Licata e Santa Loredana Giorgio, 38 anni, di Canicattì. Agli imputati si contestano numerosi episodi di cessione di eroina.

Il personaggio principale dell’indagine, svolta sul campo dai carabinieri, è Arrostuto. L’indagine nasce proprio da un’informazione dei militari che avevano appreso la circostanza che a Licata si era formato un nuovo gruppo di giovani pusher, capitanati da un pregiudicato con origini di San Cataldo di nome “Gianpiero o Piero”, il quale, con la complicità di altri pusher, faceva arrivare l’eroina a Licata.

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La droga sarebbe stata rivenduta al dettaglio, al prezzo medio per dose singola di 30 euro. Il 15 luglio del 2015 è scattata l’operazione con cinque arresti. 

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