Caso Sea Watch, la nave della Ong lascia il porto di Licata

L'imbarcazione, che ha tratto in salvo, 65 migranti in acque libiche, è stata al centro di un braccio di ferro fra magistratura e governo

La Sea Watch a Licata

La nave Sea Watch, al centro di un braccio di ferro fra magistratura e governo dopo lo sbarco di 47 migranti a Licata, successivo al sequestro disposto dalla Procura della Repubblica di Agrigento, lo scorso 20 maggio, ha lasciato il porto agrigentino. La scorsa settimana, il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella e il pubblico ministero Cecilia Baravelli, che hanno iscritto nel registro degli indagati, per l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, il comandante Arturo Centore, ha disposto il dissequestro dopo avere concluso perquisizioni e controlli.

A distanza di alcuni giorni, l'imbarcazione della Ong ha mollato gli ormeggi per tornare nelle acque Sar. "Per oltre tre settimane - commenta la Ong - il Mediterraneo centrale è rimasto senza nessuna nave civile di soccorso pronta a salvare le persone in fuga dalla Libia". 

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