Rapina con sparatoria in un chiosco sul mare, condanna a 6 anni ma non fu tentato omicidio

Il giudice scagiona il trentunenne Giuseppe Sortino dall'accusa più grave ma lo riconosce colpevole per gli altri reati

Giuseppe Sortino nel riquadro

Un colpo di pistola contro il titolare del chiosco “La Denaide” che cercava di resistere alla seconda rapina dopo che due suoi dipendenti avevano già consegnato 300 euro di incasso al bandito col volto incappucciato dal passamontagna: per il giudice non fu tentato omicidio. "Il fatto non sussiste", perchè - come sostenuto a lungo dal difensore, l'avvocato Domenico Romano - non c'è prova che la traiettoria dei colpi fosse finalizzata a uccidere il commerciante.

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Il licatese Orazio Giuseppe Sortino, 31 anni, arrestato dai carabinieri nella notte fra il 5 e il 6 agosto del 2018, con l'accusa di avere assaltato uno stabilimento balneare di Mollarella e di avere sparato contro uno dei gestori, è stato comunque condannato a sei anni di reclusione. L’imputato è stato riconosciuto colpevole di rapina, tentata rapina, ricettazione e detenzione e porto illegale di arma. La pena inflitta dal giudice Luisa Turco è ridotta di un terzo per effetto del giudizio abbreviato. All'udienza precedente il pubblico ministero Elenia Manno aveva chiesto la condanna a 10 anni di reclusione per tutte le accuse.

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