Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Giro di squillo sull'asse Romania-Calabria-Sicilia, chieste 5 condanne

Il pubblico ministero Sara Varazi propone pene comprese fra i 3 e i 9 anni e 6 mesi per gli imputati dell'inchiesta "Semiramide"

(foto archivio)

Cinque condanne a pene comprese fra i 3 e i 9 anni e 6 mesi di reclusione. Secondo il pubblico ministero Sara Varazi tutti gli imputati dell'operazione "Semiramide", che ha sgominato un giro di prostituzione sull'asse Romania-Reggio Calabria-Licata, sono colpevoli.

"Non c'è dubbio - ha detto il magistrato della Procura nel corso della requisitoria - che sono stati loro a organizzare e gestire l'arruolamento delle squillo seguendo tutte le fasi: dall'ingresso in Italia, talvolta pagando loro le spese per il viaggio, fino alla gestione dell'attività e all'imposizione di tutte le regole logistiche. In cambio le ragazze ricevevano protezione".

La pena più alta - 9 anni e 6 mesi di reclusione - è stata chiesta per Gicu Radu, 42 anni, originario della Romania e già condannato per fatti analoghi. Sarebbe stato lui uno dei promotori dell'organizzazione a delinquere che reclutava prostitute. Nove anni ciascuno per Julian Bobeica, 33 anni, originario della Romania e Alessandru Hornet Razvan, 34 anni, anche lui originario della Romania. Sette anni e 6 mesi ad Alessandro Polimeni, 42 anni, di Reggio Calabria e 3 anni per Valentina Laura Enache, 32 anni, romena: la posizione di quest'ultima è ritenuta più marginale.

La trentenne sarebbe stata una prostituta di fiducia di Radu che, oltre ad esercitare, avrebbe controllato per conto del suo "capo" l'attività delle donne "conteggiando le prestazioni sessuali, contabilizzando il ricavato, raccogliendo il denaro e informando i vertici di ogni vicenda".

Gli altri componenti, invece, secondo quanto ha ricostruito il pm nella requisitoria, avrebbero organizzato tutti i dettagli dell'attività: dal procacciamento, alla gestione delle prestazioni negli appartamenti e alle tariffe. "In alcune intercettazioni - ha aggiunto - Radu medita di estendere i suoi affari in Inghilterra dove avrebbe avuto maggiori guadagni".

L'operazione, condotta sul campo dai carabinieri di Reggio Calabria, è scattata nel 2011, due anni dopo i fatti. Un segmento dell'inchiesta, negli anni successivi, è approdata al tribunale di Agrigento. Agli imputati (difesi, fra gli altri, dagli avvocati Teresa Balsamo, Pietro Maragliano, Carmen Augello e Alberto Agiato) si contestano i reati di associazione a delinquere, induzione e sfruttamento della prostituzione.

I giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato con a latere Alessandro Quattrocchi e Giuseppa Zampino, hanno rinviato l'udienza al 30 settembre, giorno in cui il processo si dovrebbe concludere. 

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